VIA VOLTERRANA O VIA DEL SALE

Via del Sale

 

Sabato 2 e domenica 21 febbraio siamo andati alla scoperta della Via Volterrana (Via del Sale) da Volterra a San Gimignano, guidati da Giovanni che ci ha fatto rivivere la storia  lungo quel percorso.

Siamo partiti dalla Parrocchia d’Accoglienza di San Girolamo che offre sin dal 1992 ospitalità a chiunque ne abbia bisogno anche ai pellegrini come ci ha detto Nino che gestisce la struttura

In realtà San Girolamo è stato un ospedale psichiatrico dal 1889. Giacomo Baldi scrive ” Questa è la bocca dell’inferno, l’ingresso per il luogo del non ritorno, così era chiamato il manicomio di Volterra”.

Ha avuto nel tempo fino a 5000 ricoverati: un interessante museo, che abbiamo visitato velocemente, illustra la storia di questo ospedale.

Si inizia a camminare sull’asfalto per uscire dalla città. Presto si raggiunge lo sterrato che ci porta a Monte Voltraio dove esistono ancora ricoperte da vegetazione le tracce della pieve di San Giovanni e la su in alto inaccessibile i resti del castello protagonista e teatro di guerre fra Volterra, il vescovo, San Gimignano e Colle. Ai piedi del Monte, Villa Palagione che ospita il Centro Interculturale gestito dai proprietari accoglienti ed appassionati di cultura che hanno realizzato il restauro sapiente ed attendo della Villa stessa, acquistata in condizioni disastrose. Si prosegue su strade antiche con tracce di acciottolato a testimoniare che stiamo camminando sull’antica volterrana. Si arriva così all’antico castello rurale di Pignano che segui le sorti del Castello di Monte Voltraio, essendo stato il suo villaggio più importante: ora, per fortuna, è stato restaurato e trasformato in un elegante e costoso Agriturismo. Si prosegue e superato un breve tratto di asfalto si riprende il percorso sullo sterrato con tracce di acciottolato e si arriva al sito più bello ed interessante del percorso: i ruderi di Castelvecchio dove tanti anni fa Giovanni ha contribuito agli scavi per riportare alla luce le fondamenta delle case, ricostruendo quindi l’andamento della via principale. E poi il cassero, la Pieve,  e laggiù in fondo al borgo la torre  che guarda verso una distesa di boschi. Emozioni a non finire. Si arriva così a San Donato, accolti dalla famiglia Fenzi proprietari della fattoria San Donato, che hanno per noi mille attenzioni. Ci si guarda intorno si vede in lontananza il Castello di Montauto ed ancora più lontano la Torraccia di Chiusi che si trova sulla Francigena e da ospitalità ai pellegrini e ci viene un’idea: perché andare nella splendida San Gimignano invasa da turisti che non ha nessun interesse per il  passaggio dei pellegrini? Pensiamoci bene ed una bella variante alternativa (VA) della Via Francigena di potrebbe portarci di colpo da San Miniato verso Colle, Strove ed oltre…. Meditate meditate. Dai Giovanni che si fa!!!