VIA DI SAN VIVALDO

UNA VARIANTE ALTERNATIVA DELLA VIA FRANCIGENA

San Vivaldo-VolterraLOG

Con Giovanni stiamo studiando e rilevando dei percorsi alternativi lungo la Via Francigena in Toscana per raggiungere luoghi di grande bellezza. Giovanni facilita il compiti perché conosce ” a memoria” ogni angolo del suo territorio. Lavorare con lui è veramente un onore ed una fortuna oltre a offrire un’occasione di scoprire nuovi luoghi da valorizzare ed al viandante dare la possibilità di variare il percorso secondo i suoi desideri. E’ un po’ il concetto di rete di vie che lasciano la scelta di costruirsi degli itinerari. Giovanni ha descritto due luoghi più importanti.

Si prosegue per Volterra per raggiungere nuovamente la Francigena a San Gimignano o, se si vuole evitare un borgo poco ospitale per il pellegrino, si può arrivare a Torre di Chiusi per nuove vie. Nessuna confusione; i segnali saranno diversi

MONTAIONE

Benché di origine molto più antica le prime notizie di Montaione sono in una citazione del 981 dove è denominato “Montacunni” probabilmente dal longobardo Allone, signore di Lucca, da qui “Mons Allonis” poi corretto in Montaione.  Montaione conserva ancor oggi la sua caratteristica forma di castello ovale sulla cima di una collina da cui si gode un bellissimo panorama

SAN VIVALDO

Questa zona che in antico si chiamava CAMPORENA, prese nel ‘300 il nome di questo santo che qui fu trovato morto il 1 maggio 1320 nel tronco cavo di un castagno dove si era ritirato a vita eremitica dopo aver dedicato tutta la sua esistenza ad accogliere pellegrini insieme al suo maestro, il beato Bartolo Bompedoni.  Qui esisteva una chiesetta in onore della madonna che, poi, verso la fine del ‘400 divenne convento francescano. All’inizio del ‘500 ne era priore Fra Tommaso da Firenze il quale volle costruire qui una “Gerusalemme” in miniatura costruendo 34 cappelle a ricordo dei luoghi della passione, morte e resurrezione di Cristo. Il territorio si prestava bene a questa idea  con una zona più a valle che rappresentava la “Valle di Giosafat”, una zona più alta il “monte Sion” e, più in alto ancora il “monte Calvario”. Nel 1509 molte cappelle della “nuova Gerusalemme” risultano già erette e 4 anni dopo, nel 1513 vengono concesse le prime indulgenze, ma fu papa Leone X nel 1516 a sancire definitivamente i privilegi di indulgenza plenaria ai pellegrini come se si fossero recati in Terra Santa. Ogni cappella racconta un storia della passione, della morte e della resurrezione di Nostro Signore attraverso notevolissime opere d’arte, si tratta di altorilievi in terracotta policroma usciti dalle mani di grandi artisti come i Della Robbia o i fratelli Buglioni. Oggi restano 17 delle 34 cappelle del ‘500 ma con ciò non è certo diminuito il carattere religioso e artistico che esse rappresentano.mosaico Foto  di IVO IL GRANDE

San Vivaldo si trova su un’antica arteria della via francigena che da Lucca toccava San Ginese, San Leonardo in Treponzio, il Compitese, Bientina, la pieve di Sant’Ippolito in Anniano dove era un porto sull’Arno (porto di Azzo o Port’Azzi) che qui si attraversava su di una chiatta per proseguire lungo il Chiecina , a Bucciano è attestato un ospitale (Santa Barbara) fino a Collegalli e poi La Sughera e SAN VIVALDO dove era un altro ospitale (San Leonardo), quindi il Vastagno, Camporbiano e ricongiungersi a San Gimignano con l’altro ramo. Quello che noi abbiamo fatto è una variante che staccandosi dalla francigena in zona Castellare di Coiano e passando per Santo Stefano e Montaione porta a SAN VIVALDO e proseguendo per Il Castagno, Bagni di Mommialla (antiche terme) Sant’Ottaviano conduce a Volterra. Al Castagno abbiamo la possibilità di “staccarci” e proseguire per San Gimignano e, come in antico, riprendere il cammino per Roma

Giovanni Corrieri