UN CAMMINO SPECIALE

MICHELA SULLA VIA GHIBELLINA

Michela

Abbiamo camminato sulla VIA GHIBELLINA in 26 pellegrini di cui 11 fra non vedenti ed ipovedenti.

Michela ci ha stupito con la sua stupenda voce  ed ancor più con questa riflessione.

“Quando la giornata la misuri al ritmo dei tuoi passi, il tempo assume un sapore tutto nuovo. Quando poi i tuoi passi diventano un tutt’uno con quelli dei tuoi compagni di cammino, scopri di stare vivendo una dimensione diversa e un’esperienza sorprendentemente intensa. Ci capita quotidianamente di camminare accanto a qualcuno, per i motivi più vari, eppure, quando mi sono messa in cammino con voi mi sono resa subito conto che stava succedendo qualcosa di diverso. In cammino si hanno il tempo e lo spazio per lasciare che il pensiero fluisca libero, e le percezioni si amplifichino. Capita che in un momento ci si trovi a contatto solo con se stessi, ad ascoltarsi e a inseguire un pensiero tutto nostro, a fare un piccolo istantaneo bilancio o a formulare un proposito. E oltre ad ascoltarci dentro, abbiamo modo di ascoltare tutto quello che ci succede intorno, semplicemente godendone, o dedicando attenzione a un piccolo dettaglio che ci cattura con un suono, un profumo, una sensazione. E da una sensazione può nascere un pensiero, da una frase che ascoltiamo può scaturire un’intuizione, in un dialogo che fluisce leggero e sereno fra la nostra parte più interiore e tutto ciò che ci circonda. E quando ci si mette in cammino insieme, si è pronti ad accogliere, curiosi di scoprire, desiderosi di trovarsi in sintonia con chi abbiamo accanto e con tutto quello che ci scorre intorno, in una condivisione che tutto arricchisce e colora. Camminando insieme, ci si trova a parlare di tutto, dei tempi lontani, delle storie antiche, delle nostre piccole grandi vite quotidiane, c’è il tempo per ridere, commuoversi, riflettere, conoscersi, e soprattutto ascoltare, con la voglia di incontrare l’altro nel senso più vero e bello del termine. Mi avete fatto scoprire una realtà inaspettata e bellissima, e ora che mi rituffo nella routine mi piacerebbe riuscire a fare in modo che la mia quotidianità somigli sempre più a un cammino.”

Non poteva mancare il buon Giovanni Corrieri.