VIA DEI MONASTERI

ATTRAVERSO LA VALLE SANTA

Il Casentino costituisce una grande attrazione  con  luoghi sacri presenti sul suo Appennino. La Via Ghibellina raggiunge il Santuario de La Verna ma tralascia il più antico Monastero di Camaldoli con il suo Eremo. E’ scritto nel sito www.monasterodicamaldoli.it/p/la-storia.html  “Il Monastero di Camaldoli nasce intorno al 1012. Il nome Camaldoli deriva dal nome del Conte aretino Maldolo, il quale si dica diete in donazione un vastissimo terreno ad un monaco benedettino, San Romualdo, colui che fondò l’ordine monacale Camaldolese. San Romualdo, proprio su questo terreno, edificò L’Eremo di Camaldoli. Tutto il Sacro eremo di Camaldoli e il Monastero sono collocati all’interno di un meraviglioso contesto naturale, all’interno delle così dette Foreste Camaldolesi.”

Riteniamo che sia interessante congiungere in un unico percorso più monasteri con due obbiettivi:

  • Unire in un unico cammino più centri di spiritualità
  • Offrire, a chi proviene da Bologna con la Via degli Dei, la possibilità di continuare il proprio cammino dal Convento di Monte Senario senza scendere a Fiesole o Firenze. Avrà così la possibilità di passare anche da un altro Centro spirituale: il Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso dove esiste un’accoglienza pellegrina.

“L’area detta del Sasso fu probabilmente sede di riti agrari fin dall’età romana. Nell’Alto Medioevo vi si rifugiarono degli eremiti che, intorno al Mille, (come è scritto nel sito www.santuariomadonnadellegraziealsasso.it/) vi costruirono un piccolo oratorio. Una tradizione, purtroppo non documentabile, vuole che, in precedenza, nell’anno 800 circa, alcuni monaci benedettini irlandesi, di ritorno dal pellegrinaggio a Roma, stabilendosi nella zona, ereggessero un tabernacolo in onore della Beata Vergine Maria. Secondo la tradizione il monaco che con le sue stesse mani costruì, a fianco della propria cella, il tabernacolo, detto poi dell’Eremita, sarebbe stato S. Andrea di Scozia, fratello di S. Brigida, la santa alla quale è legata l’origine dell’omonimo paese situato non lontano dal Sasso.”

La Via dei Monasteri collegata sia da Fiesole che da Firenze, prosegue per  Pontassieve passando da Pelago,piccolo e stupendo borgo,prima di iniziare la salita verso il Passo della Consuma per poi raggiungere Caiano: da qui, sempre nello meraviglioso paesaggio del Casentino, si scende verso l’Arno dopo di essere passati dalla Pieve di Romena incontrando la Fraternità di Romena, che rappresenta il sogno di Padre Vannucci:

“In questo piccolo spazio vorrei che ogni uomo si sentisse a casa sua e, libero da costrizioni, potesse raggiungere la conoscenza di se stesso e incamminarsi nella sua strada forte e fiducioso. Vorrei che fosse una sosta di pace, di riflessione per ogni viandante che vi giunge, un posto dove l’ideale diventa realtà e dove la gioia è il frutto spontaneo”.(da http://www.romena.it/la-fraternita/il-nostro-cammino.html).

Ed infine la salita attraverso le sacre  foreste casentinesi si raggiungono le nostre mete  del nostro cammino Camaldoli e La Verna.

Stiamo realiozzando collegamanti con la Via Ghibellina per permettere il passaggio da una Via all’altra secondo i propri desideri.

DEI-MONASTERI-GHIBELLINA

  •  da Caiano con la Via Ghibellina che la si raggiunge in 4.5 km a Rifiglio, passando sopra un bellissimo ponte medievale ed una strada lastricata.
  • da Poppi con sentieri CAI per Camaldoli
  • Da Bibbiena per la Via Romea Germanica fino a Casa Santicchio

Sono in corso di realizzazione la segnalazione del percorso, il censimento della logistica e   la verifica dei tracciato GPX che saranno disponibile fra breve e  pubblicati su questo sito.