L’ASSEDIO DEL CASTEL SAN NICCOLO’

SULLA VIA GHIBELLINA

Oggi è stato un giorno speciale per aver partecipato alla presentazione del libro sull’assedio del Castel San Niccolò a Strada in Casentino.

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La Via Ghibellina passa proprio davanti al cancello del Castello ed abbiamo avuto la fortuna di vistarlo due volte quando siamo passati in gruppo. La prima volta, la nostra guida è stata proprio Giovanni Biondi, proprietario ed artefice dei restauri durati anni.

Giovanni è così ricordato dai  figli:

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ed una seconda volta, quest’anno, accompagnati dal figlio Tullio Biondi con un gruppo speciale (foto di  Ettore Signori e Ivo Hospitalero).

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Lo scritto presentato fa riferimento alle “ Istorie Fiorentine” di Giovanni Cavalcanti che scrisse durante la sua detenzione in Firenze, pensate un po’, durante  i :

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Come spesso succede, quando si parla del territorio, emergono altre curiosità.

Ing. Fani Antonio, vice sindaco di Strada in Casentino, ci ha letto due articoli del Codice Rurale di Disciplina che riporto qui di seguito:

BORGO ALLA COLLINA- CODICE RURALE DI DISCIPLINA DAL  1416  AL  1546

Della pena dei bestemianti i Dio e i Santi ( cap. V)

Qualunque persona bestiemiassi et dicessi alcuna cosa brutta et disonesta verso la Maestà di Dia et della Beata Vergine Maria sia condannata in lire 25 per ogni volta le quali se no pagherà infra dieci dì dal dì di tale condennagione gli sia tagliato un poco di lingua et stia  per tutto il dì col collo nella goghia et chi bestemiassi et dicessi contro i Santi di Dio o alcuno di esse cosa alcuna disonesta sia condannato in lire 15 et stare in prigione in sino a tanto che paghi dette lire 15.

Della pena dei falsarii ( Cap. XI)

Se alcuna persona cometterà alcuna falsità in cause in testimonianze in far fare carte scripture o altra falsità in qualunque modo in detto o fatto per la quale falsità evidente danno et gran pregiuditio et ingiuria et pericolo pervenissi o pervenire potessi ad alcuna persona luogo comune et università sia condannato tal falsario in 100 le quali se non pagherà infra dieci dì la mano destra gli sia tagliata.

E’ stata per me una giornata memorabile dove mi si è aperta un’altra finestra di conoscenza della Via Ghibellina. Noi camminanti non chiediamo molto  solo alcune conoscenze storiche di eventi e di abitudini dei tempi passati che possono generare in noi la curiosità di approfondire ed estendere le nostre conoscenze.

Allora si che questi cammini diventano Itinerari Culturali Europei!