LA VIA GHIBELLINA DI UGO

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Ugo ci ha inviato una nota dopo aver percorso la Via Ghibellina provenendo dalla Via degli DEI. Ecco che la Rete delle Vie prende corpo.

Come al solito la sua soddisfazione è la nostra e costituisce una nuova iniezione “ricostituente” per continuare. Sono rientrato ora dalla Via Tiberina per rinnovare la segnaletica e migliorare ancora il percorso. Ripartiremo presto per fare lo stesso lavoro sulla Via Ghibellina.

Ora sentiamo UGO:

Tutto è iniziato con la richiesta di un consiglio via web ad un “gruppo di strani pellegrini” su dove potermi regalare cinque giorni di cammino; Il consiglio degli amici pellegrini virtuali è arrivato e mi ha portato sulla via Ghibellina: partire da Firenze è stato come partire da casa visto che per anni è stata la mia città adottiva e poi arrivare a La Verna è una bella incognita perché non ci sono mai stato nonostante la sua fama, nel mezzo il Casentino. In realtà le sorprese sono state tante e belle che arrivato a La Verna non ho continuato perché ero soddisfatto e riconoscente per quello che avevo ricevuto nei miei quattro giorni di cammino.

Il mio cammino è terminato quindi a pranzo tra piadine tagliatelle e sangiovese in un osteria di Bertinoro (FC) con gli ultimi compagni incontrati a La Verna e che mi hanno fornito un passaggio per la riviera adriatica e quindi per il mio ritorno nella mia nuova casa di Senigallia!!

I miei ringraziamenti vanno quindi in ordine sparso al gruppo facebook “è strano questo Cammino”, alla Comunità Toscana il Pellegrino che si è prodigata nel segnare il percorso in maniera eccellente, a Silvia che mi ha fornito la lista delle accoglienze, a Marcello pellegrino di Poppi che mi ha accolto nella sua casa con una bella cena insieme ai suoi amici e l’indomani mi ha accompagnato insieme a Marco fino alle porte di La Verna. Altro doveroso e sentito ringraziamento alla Comunità Monastica di Vallombrosa e a padre Mario in particolare che mi ha accolto offrendomi senza chiedere niente ristoro e un pasto caldo, infine un ringraziamento a tutti i pellegrini incontrati in questi giorni a Theo pellegrino tedesco ai ragazzi di Bolzano e alla  famiglia  di Chiavenna con cui ho condiviso passi e si perché camminare per me è un regalo, prendere il mio zaino isolarmi da tutto, significa riassaporare, almeno per un po’, le emozioni che tanti pellegrini conoscono: natura, fatica, incontri, condivisioni ma soprattutto almeno per me… l’essenzialità e un po’ di spiritualità che non guasta..