IL CAMMINO: MEDITAZIONE E AMORE

PRENDI E PARTI

finisterre

Il viandante/pellegrino (Homo Viator) è un camminatore particolare: è un ricercatore, spinto dal bisogno di ottenere risposte alle domande della vita. Si arriva ad un certo punto della esistenza che sentiamo la necessità mettere ordine nella nostra mente e ottenere risposte alle nostre angosce ed ai nostri dolori.

La consegna delle credenziali nelle mani dei pellegrini è un’esperienza eccezionale: è un’attività che corrisponde agli incontri che si fanno sul cammino e  che ci permette di conoscere quali motivazioni spingono l’uomo alla partenza. Un lavoro che non soddisfa, la sua perdita, la delusione per una relazione terminata, la morte di una persona cara, la ricerca di uno stimolo forte per andare avanti; sono queste   le motivazioni che ci spingono spesso alla partenza per affrontare un cammino lungo e faticoso che mette a dura prova la nostra resistenza fisica.

La consegna della credenziale   è un’esperienza stupenda ed è per questo motivo che preferiamo consegnarle nelle mani del pellegrino.

E’ anche stupendo quando il pellegrino, al suo rientra ti chiama per dirti che è stato un cammino stupendo e pieno di amore. Senti che la persona è cambiata, forse ha risolto i suoi problemi e si incammina in una nuova vita.

Il cammino è meditazione: per  scendere nel profondo, conoscere se stessi e trovare delle risposte.

Il cammino è liberazione: per aprirsi  all’altro raccontando le cose più intime, represse e sepolte nel profondo.

Il cammino può essere amore (agape) per una  amicizia profonda verso uno sconosciuto .

Il cammino può essere innamoramento (eros):  per sconvolgere la tua vita e  farti sentire ancora vivo.

Sono tutte queste le sensazione che il pellegrino  confessa al suo ritorno.

Che bello sentirti dire: Franco mi sono innamorato oppure difronte al tramonto del sole a Finisterre: ho liberato l’anima di mio marito imprigionata dal mio dolore.

Una volta ho detto:  “Gli incontri sono tutti belli e ti lasciano qualcosa dentro ma il più bello non si racconta”.

Invece non è sempre vero: c’è qualcuno che ha detto:

“Il mio incontro più bello  è stato sul mio primo cammino, il primo giorno, alla prima ora, la prima persona che ho incrociato. Dopo quindici anni questo incontro rimane sempre nel mio cuore, mi accompagna, mi aiuta a vivere il presente.”

 

ED ALLORA  METTIAMOCI IN CAMMINO SENZA TIMORE  PERCHÉ’ I DONI SONO TANTI !!

Franco