CASTEL SAN NICCOLO’ DEI CONTI GUIDI

Castel San Niccolò

La via Ghibellina che percorre la strada dei Conti Guidi, incontra sul suo percorso a Strada in Casentino, il Castel  San Niccolò. Non entro nella storia del passato ma piuttosto nella storia di questi  ultimi 46 anni quando,nel 1970 Giovanni Biondi acquistò il Castello e lui stesso dice

“Dal quel momento aveva inizio per me una nuova vita: da una parte era impiegato nel quotidiano lavoro della scuola ( era insegnate elementare),attività, che ,come è noto, mi permetteva una modesta retribuzione e dall’altra (da persona completamente digiuna di opere muraria) scoprii di possedere delle qualità sconosciute e poiché da necessità si fa virtù, mi sono dovuto adattare a fare il muratore, il falegname, il fabbro, lo scalpellino e quanto altro occorre per trasformare un rudere in un edificio pressoché abitabile”.

Quindi il Castello era un rudere. Ho conosciuto Giovanni un giorno che fotografavo il Castello dalla chiesa di San Martino in Vado. E mi disse “Bello è!” senza però dirmi che era il proprietario, tanto era modesto. Due anni fa, sulla via Ghibellina che passa davanti al Castello, con un gruppo lo vedemmo lavorare in cima ad un tetto; ci accolse facendoci entrare per una visita.

Nell’organizzare il cammino con i non vedenti, dal 4 all’ 8 Maggio, ho telefonato a casa Biondi per una visita ed ho appreso, con grande nostalgia, che era morto tre mesi fa. Ho chiamato il figlio Tullio, medico in Firenze, che per fortuna era a Strada in Casentino, e ci ha guidato   con tutto il gruppo.

Ora noi tutti abbiamo il dovere, come viandanti della storia, di valorizzare questo bene che ha il duplice merito di appartenere alla storia della nostra Regione ma soprattutto di testimoniare l’impegno di Giovanni che ha dedicato la sua vita per farlo rivivere.

Credo che la Via Ghibellina e noi suoi viandanti, dovremmo darci da fare per la sua valorizzazione, magari richiedendo con un piccolo spazio dedicato ad ospitare i pellegrini. Sarebbe fantastico  sentire i lamenti dello spirito di Telda, la donna guerriera, che combatté fino all’ultimo contro le orde selvagge di truppe mercenarie, comandate da Niccolò Piccinini, capitano al soldo degli Sforza alla conquista della Toscana aretina dopo la disfatta di Campaldino.

Il gruppo       Tullio