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Andate
per le vie e cercate tra quelle di un tempo quale sia la
migliore
andate per esse e troverete refrigerio per le anime vostre...
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in costruzione |
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ITINERARIUM
BURDIGALENSE
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Da
Bordeaux a Gerusalemme nel 333 d. C.
La
descrizione e il racconto di un anonimo pellegrino del suo
viaggio dall'attuale Bordeaux, all'epoca Burdigala a Gerusalemme
è datato anno 333 d. C. porta il titolo:
Itinerarium
a Burdigala Jerusalem usque et ab Heraclea per Aulonam et
per urbem Romam Mediolanum usque.
Il testo risulta una importante documentazione anche storica,
sono citate le città che incontra, sia quelle più
importanti sia i piccoli borghi dove si trovavano le locande
chiamati mansiones, i luoghi dove poter alloggiare, e le
postazioni utili al cambio dei cavalli, le mutationes.
Si può rilevare dal racconto quali fossero al tempo
le condizioni delle strade e sono indicate anche le distanze
in miglia di ogni tratto.
Il viaggio di andata e quello di ritorno hanno itinerari
diversi.
Dalla città di partenza, Burdigala, la strada attraversava
la Gallia lungo la Via Domizia, passava le Alpi al Moncenisio
e a Torino trovava la via Postumia che portava fino ad Aquileia
.
L'itinerario continua per la valle del Danubio raggiungendo
Costantinopoli, da dove attraverso l'Anatolia e la Siria
potevo arrivare a Gerusalemme.
Il ritorno è raccontato attraverso la Macedonia lungo
una strada chiamata Via Egnatia che arrivava ad Aulona.
Da qui per via marittima si arrivava ad Hydruntum, l'attuale
Otranto per raggiungere Roma percorrendo la Via Traiana
e la Via Appia.
Dopo aver raggiunto la seconda importante destinazione il
ritorno a casa passava per Milano attraverso la Via Emilia.
Viene inoltre indicato anche tutto il ritorno via Mare,
che approdava a Pisa per poi tornare in Gallia percorrendo
la Via Emilia Scauri e la Via Julia Augusta
Il collegamento di Pisa con Luni era stato un perfezionamento
del sistema viario romano fatto nel 109 a. C.che avrà
poi importanza fondamentale per la Via Francigena.
testo
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STRADE
CONSOLARI
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Da
ventitrè secoli alcune strade consolari continuano
ad essere testimonianze della storia e di fronte ad alcuni
tratti di esse che conservano delle parti originali possiamo
anche osservare la grande abilità delle tecniche di
costruzione dei Romani.
In tutta l' Europa si stima la presenza di una rete di strade
lunga centomila chilometri, alcuni tratti della quale sono
veramente degni di ammirazione ma soprattutto necessari di
grande rispetto.
Il perfetto sistema viario è spesso attribuito alle
finalità strategiche che Roma doveva tenere presente
per accedere con facilità alle sue colonie, per le
spedizioni militari o la necessità di consolidare le
sue conquiste e per collegare le città e consentire
commerci e scambi.
Strabone, un geografo e storico dell'età augustea dopo
uno dei suoi tanti viaggi di ricerca, fini per contrapporre
l'impegno che i Greci avevano avuto per realizzare la bellezza
delle loro città e l'ostentazione che ritrovava nelle
piramidi, con il grande valore dato dai romani all'impianto
delle strade di comunicazione.
Per la costruzione delle strade si usavano metodologie molto
accurate e di grande tecnica , le viae stratae erano strade
lastricate e il materiale per la pavimentazione detti bàsoli
erano lapidi che dovevano avere la caratteristica nientemeno
che eterna: lapidibus perpetuis.
Poi con una vera e propria gerarchia si classificava l'importanza
delle strade in modo che la manutenzione fosse assicurata;
i curatores viarum erano i funzionari ufficiali.
Le strade inoltre rappresentarono i cardini o decumani che
formavano la pianificazione del paesaggio, furono gli assi
fondamentali delle città stabilendo le porte e le cinte
murarie e le necropoli all'uscita di queste con i monumenti
funerari che ancor oggi rappresentano utili punti di riferimento.
Questa grande impresa dell'ingegneria stradale si completa
con altrettante audaci opere d'arte quali i ponti, i viadotti,
le tagliate, i terrazzamenti e le gallerie che consentirono
di superare gli ostacoli naturali, portando i tracciati alla
migliore regolarità possibile.
Lungo la loro percorrenza sorsero fin dall'origine delle strutture
per consentire la sosta e il riposo delle persone e degli
animali, si chiamavano mansiones da menere = fermarsi ed erano
poste ad una giornata di viaggio (20 - 30 miglia), e consentivano
la possibilità di trovare vitto e alloggio per una
notte.(Orazio descrive nella quinta satire del libro primo
il suo viaggio da Roma a Brindisi con le disavventure delle
sue soste)
La rete e la raggiera che parte da Roma conprende strade di
importanza diversa a seconda della loro origine e della successiva
storia. Noi prenderemo in considerazione quelle parti che
hanno interesse per la loro percorrenza che riguarderà
la storia del pellegrinaggio. |
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CASSIA
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Si
chiama Cassia la strada che da Roma arrivava a Luni passando
per Sutri, Bolsena, Arezzo Firenze e Lucca. Fu costruita
da un console romano della gens Cassia e la data viene individuata
fra il 170 o il125 a.C. La strada nel suo percorso originale
partendo da Roma prendeva origine come tutte le altre consolari
dal miliarium aureum situato nel Foro Romano. Questo era
una colonna marmorea rivestita di bronzo sulla cui superficie
erano incise a lettere dorate le distanze tra Roma e le
principali città dell'Impero. Fu collocata nel 20
a.C. dal curator viarum l'imperatore Ottaviano Augusto,
vicino al Tempio di Saturno, dove si possono vedere i suoi
resti.
Il primo tratto coincideva con la Via Clodia dalla quale
si separava al nono miglio, all'altezza dell'attuale "La
Storta ".Si ritiene che la sua lunghezza fosse da 219
a 272 miglia (in chilometri da 324 a 402) su un percorso
ancora più antico che oltre a collegare Firenze e
Roma ,interessava la rete Cisalpina. Solo un miliario è
stato rinvenuo sul suo tratto , è datato123 d.C.e
si trova nei pressi di Montepulciano e in base a questo
si valuta una deviazione possibile del percorso presso Betolle
che tenendosi a sud dell'Arno evitava Arezzo e raggiungeva
Firenze con un tracciato più breve.
L'interesse del suo prolungamento fino a Luni è dovuto
alla grande importanza del porto che a quel tempo consentiva
scambi di notevole interesse economico e anche all'incontro
con la via Aurelia che avveniva in quelle vicinanze. Ma
si deve tenere anche in considerazione che le strade avevano
lo scopo del movimento delle truppe che dovevano trovare
delle postazioni di sosta e di approvvigionamento ( più
o meno come per i pellegrini).Nel tratto toscano le strade
costruite dai romani si avvalsero di percorsi preesistenti
tracciati dagli etruschi. La fondazione di Firenze risale
a due secoli a.C.
Da Firenze aveva interesse a raggiungere Pistoia (Pistoria)
e poi Lucca (Luca) , città che non erano di minore
importanza rispetto a Firenze e poi si dirigeva verso nord
, parallelamente al mare , superando il Monte Magno, per
Camaiore (Campus Maior) e Pietrasanta si ricongiungeva con
l'Aurelia verso Luni. (Camaiore e Pietrasanta sono state
fondate nel tredicesimo secolo seguendo come decumano il
tracciato della Cassia.)
Oggi
la strada, una parte di questa strada è la statale
n.2 che esce trionfalmente da Roma da Ponte Milvio ed arriva
con un tratto abbastanza breve a Firenze al Ponte Vecchio
ed è l'unica il cui chilometraggio non parte dal
Campidoglio.
Il suo percorso offre una delle meravigliose viste italiane.
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