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Storia del pellegrinaggio
 

Se la filosofia è nata quando l'uomo ha cominciato ad interrogarsi sulla conoscenza, si può affermare che il pellegrinaggio attira il singolo e i popoli nel momento in cui viene concepito il senso del sacro. La manifestazione dell'individuo di onorare il luogo dove esprimere la propria affettività, dove rivolgersi per rafforzare la propria sicurezza e chiedere consiglio e aiuto, dove cercare delle risposte al significato della vita, ci viene tramandata dalle più lontane culture; l'uomo cerca e così definisce il luogo sacro, ossia il luogo dove stabilire la sua vicinanza con il divino.

I menhir e i dolmen erano monumenti del sacro, riscontrabili in varie zone dell'Europa, testimoniano oggi i luoghi dove si svolgevano riti religiosi e propiziatori già nel V millennio a.C., che venivano curati dalla devozione delle popolazioni del luogo stesso, delle vicinanze ma anche raggiunti e frequentati da quelle più lontane alle quali era arrivata la fama.

Grande sensibilità verso la religione ha mostrato il mondo greco, con importanti templi dedicati alle divinità che onorati con riti e culti presiedevano alla protezione dei vari aspetti della natura e della vita. Per chiedere loro aiuto e consiglio esistevano gli oracoli; a quello famoso di Delfi, nella Focide, ai piedi del Parnaso, luogo già sacro di culti precedenti, arrivavano non solo i Greci, ma era meta ambita di studiosi che venivano da lontano attirati dall'idea che quel luogo sacro potesse custodire il mistero del futuro ed il potere di sconfiggere il male. Intorno a questi oracoli si svolgevano manifestazioni importanti, ma in occasione delle gare sportive venivano indette delle tregue proprio per permettere ai pellegrini di recarsi al santuario senza rischi.

Nel mondo ebraico si incontra una religione che crea l'appartenenza ad una fede comune che deve rispettare delle precise leggi date da un Dio al suo popolo e fra queste troviamo anche il rito del pellegrinaggio. In memoria della distruzione del tempio ma anche come valore di scambio e di consolidamento dei rapporti sociali, il precetto era di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme tre volte l'anno, in occasione della Pasqua, della Pentecoste e delle Capanne.
Dal trattato tardo-antico Abbot di Rabbi Nathan ( 35 ) che contiene vecchie tradizioni si legge …..nessun uomo disse mai ad un suo compagno ' non ho trovato un letto per dormire a Gerusalemme.
'I cristiani impararono dagli ebrei ad andare i pellegrinaggio … a imitazione dei Giudei, i quali avevano gli ospizi nelle sinagoghe, ne' quali a spese comuni erano alloggiati i viandanti, e i pellegrini' (T.M. Mammachi )

Quando una comunità prende forma cerca le sue origini in una fonte divina, e così che troviamo una leggenda che parla di Tacete, un bambino nato da un solco lasciato dall'aratro, profeta e saggio apparso per insegnare l'arte della divinazione e la comprensione del volere degli dei. Per ascoltarlo una moltitudine di persone arrivarono da ogni parte dell'Etruria. Così si dice che sia nata la religione etrusca, con un raduno per ascoltare Tacete, quasi un pellegrinaggio ma forse l'unico perché il culto degli etruschi si pone fondamentalmente nello stretto rapporto di relazione fra la natura e la divinità, pertanto i riti di questa religione riguardano le interpretazioni dei fulmini, del volo degli uccelli. Tito Livio racconta che questo fu "un popolo che fra tutti gli altri si dedicò particolarmente alle pratiche religiose, in quanto si distingueva nel saperle coltivare".
Dalla tradizione etrusca e greca nasce la religione romana, politeista quindi e il suo sincretismo si manifesta in una presenza di figure simboliche molto vasta e in continua trasformazione dall'età arcaica a quella imperiale fino a quando nel IV secolo avviene la chiusura di tutti i templi.

Con l'avvento del Cristianesimo a Roma arriva l'apostolo Paolo che diffonde il nuovo culto. I cristiani però vengono presto temuti come una forza disgregatrice dell'Impero, furono fortemente combattuti e devono passare molti anni di clandestinità e lunghi periodi di persecuzioni prima che la nuova religione si possa manifestare apertamente.
Solo dopo l'Editto di Costantino nel 313 (Editto di Milano ) nel quale la religione cristiana viene ufficialmente riconosciuta si diffondono i pellegrinaggi. La prima meta del pellegrinaggio è rivolta alla Palestina, a Gerusalemme. I fedeli finalmente liberi di professare il proprio credo, rendono omaggio ai luoghi vissuti da Gesù, e non solo, si porta devozione ai santi e ai martiri nei loro luoghi di sepoltura. Questa è una grande ricchezza sulla quale la nuova religione può basarsi ,che deriva anche dagli effetti della sua lotta di affermazione e dalle persecuzioni con le quali fu per tre secoli osteggiata. Al pari di Roma altre chiese hanno avuto un ruolo importante nella diffusione del cristianesimo, la chiesa di Antiochia, dove fu vescovo Ignazio come successore di Pietro, quella di Alessandria , dove arrivò l'apostolo Marco, Efeso,proprio nel luogo dove c'era stato il grande tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico, sarà il luogo di sepoltura di Giovanni che vi aveva scritto il Vangelo, e, un po' più tardi Cartagine con il poeta latino divenuto poi il vescovo Cipriano. Tutti questi luoghi vantano motivazioni e tradizione di pellegrinaggio.
Nel 326 è Elena, la madre dell'imperatore Costantino che va a Gerusalemme e si dedica alla costruzione della Basilica del Santo Sepolcro, e a quella della Natività a Betlemme.
Il primo diario di un viaggio in Terra Santa è di un anonimo pellegrino che nel 333, parte da Bordeaux per raggiungere Gerusalemme. In un altro diario si documenta come i pellegrini leggevano i passi biblici pressi i luoghi ricordati dalle scritture; è la descrizione di una spagnola di nome Egeria che raggiunge la terra santa, dove rimase per tre anni.
Il cristianesimo diventa religione ufficiale dell'Impero romano con Teodosio I detto il Grande.
I pellegrinaggi assumono un carattere di rilievo, si diffondono e nasce il culto delle reliquie che darà un ulteriore impulso a questo rito.

Nella religione musulmana che nasce a Gerusalemme nel 640 d. C. troviamo che il pellegrinaggio è uno dei cinque pilastri dell'Islam. Esso è obbligatorio e può essere compiuto solo a determinate condizioni: ogni musulmano ha l'obbligo di recarsi alla Mecca almeno una volta nella vita se i suoi mezzi lo consentono e lo scopo principale sta nella purificazione e nelle occasione di una più ampia integrazione sociale. Il luogo del pellegrinaggio è la grande Moschea a La Mecca che Maometto stabilisce come la Città Santa.
La venerazione alla Pietra Nera, che è un blocco di minerale di colore nero di origine sconosciuta, e la visita alla tomba di Maometto, sono due manifestazioni complementari all'aspetto del valore della purificazione; il venerdì è il giorno devoluto alla purificazione con il servizio divino, a differenza del sabato ebraico e della domenica cristiana.

I pellegrini cristiani non avevano prescrizioni di comportamento, la religione presenta un carattere di ricerca più personale. San Girolamo, dopo la morte di Papa Damaso presso il quale aveva svolto la funzione di segretario nel 385, fece un pellegrinaggio in terra santa e creò un ospizio per i pellegrini e provò ad istituzionalizzare il pellegrinaggio come obbligo religioso, tentativo che non ebbe successo.
Non sempre i pellegrinaggi furono ben visti sia dai governanti delle varie epoche, sia dalla Chiesa: ragioni di ordine pubblico e di consolidamento del potere! Fino all'XI secolo il fenomeno fu presente ma piuttosto limitato; in un primo tempo la chiesa sosteneva che la propria "Gerusalemme" andasse trovata nel cuore di ogni cristiano, piuttosto che nel viaggio. In seguito arrivò a riconoscere nel pellegrinaggio il valore di una esperienza fondamentale della vita religiosa e lo disciplinò, corredandolo di un apposito voto e delle relative indulgenze spirituali.
Attorno al settimo secolo schiere di pellegrini salmodianti incominciavano ad affluire a Roma, popolata dalle tombe dei martiri e ricca di preziose reliquie.
Questo l'inno con il quale si salutava alla fine del pellegrinaggio l'arrivo a Roma:

O ROMA NOBILIS, ORBIS ET DOMINA
CUNCTARUM URBIUM EXCELLETISSIMA
ROSEO MARTYRUM SANGUINE RUBEA
ALBIS ET VIRGINUM LILIIS CANDIDA:
SALUTEM DICIMUS TIBI PER OMNIA
TE BENEDICIMUS, SALVE, PER SAECULA

O nobile Roma, eccellentissima fra tutte le città, rossa del purpureo sangue dei martiri, candida dei bianchi gigli delle vergini: ti auguriamo una perpetua salute, ti benediciamo, salve, nei secoli.

Nell'813 un eremita trova la tomba di San Giacomo in Galizia, in breve tempo venne eretta una piccola chiesa, quando era papa leone III. Nel 997 era già meta importante di pellegrinaggio da tutta l'Europa quando il visir del califfato di Cordova fa distruggere la chiesa. La grande ricostruzione della basilica di Santiago di Compostela avviene sotto la protezione di papa Callisto II all'inizio del nuovo millennio.
Da frasi del vangelo e da interpretazioni dell'Apocalisse si crea alla soglia dell'anno mille un clima di credenze e superstizioni che incrementa tutti gli aspetti della vita, in particolar modo quella religiosa. Quando poi nel 1088 il pontefice Urbano II si fa carico della liberazione dei luoghi santi
nascono le crociate, che potrebbero essere definite quasi un pellegrinaggio armato.
Nel medio evo i pellegrinaggi diventano anche delle vere e proprie pratiche penitenziali.
Pier Damiani e Anselmo da Baggio furono mandati dal papa a Milano a sradicare la simonia e imposero oltre ai digiuni la promessa di mandare tutti i chierici colpevoli in pellegrinaggio a Roma e a Tours, mentre l'arcivescovo doveva andare a San Iacopo e al santo Sepolcro.
Carlo Magno, dal suo canto volle che i penitenti fossero trattati molto severamente, anche se…'trovava sconcio quell'andar molti errabondi, ignudi e coi ceppi, a titolo di penitenza, parendogli migliore che il reo rimanesse in luogo, lavorando, servendo , espiando secondo i canoni'.

 
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