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Anno
domini 1300 22 febbraio
"Annus
centenus - Romae semper est Jubileus
Crimina laxantur - cui poenitet ista donantur
Hoc declaravit - Bonifacius et roboravit"
L'anno centesimo a Roma è sempre Giubilare
I peccati sono assolti le pene condonate
Questo dichiarò Bonifacio e confermò.
Il giubileo è l'anno in cui attraverso
la prassi della penitenza e del pellegrinaggio
avviene la remissione dei peccati
e delle pene per i peccati.
Il 22 febbraio 1300 è la data che segna il primo
giubileo cristiano.
Proclamato da Bonifacio VIII con la bolla Antiquorum habet
fidem sotto una pressione di richiesta popolare, sarà
seguito nel corso dei secoli da altri venticinque. Un affresco
di Giotto documenta l'evento che avviene alla Loggia di
San Giovanni. Ebbe un grande successo sostenuto da una forte
ondata di spiritualità, ma i detrattori del papa
lo definirono un grosso affare economico, per colmare le
grandi spese per il lusso in cui viveva la curia.
Con
la caduta di S. Giovanni d'Acri nel 1291, si era conclusa
l'ottava crociata che vedeva perdere gli ultimi possedimenti
cristiani in Palestina: il ruolo di Città Santa doveva
passare da Gerusalemme a Roma.
Ma l'intervallo di cento anni stabilito da Bonifacio VIII,
apparve subito insoddisfacente perchè non poteva
offrire a tutte le generazioni di poter vivere l'esperienza
giubilare, inoltre non trovava neppure corrispondenza nella
tradizione di origine che vedeva il popolo d'Israele celebrare
una grande festa d'amore e fratellanza dove gli schiavi
venivano liberati e tutti i debiti venivano annullati ogni
cinquanta anni.
Pertanto il secondo giubileo fu proclamato nell'anno 1350.
Con la Bolla Unigenitus Dei Filius il papa Clemente VI nonostante
fosse in quegli anni segregato ad Avignone, proclamò
il secondo giubileo nell'anno 1350.
La stessa Bolla introduceva un'altra novità: il pieno
perdono dei peccati sarebbe stato concesso a tutti coloro
che nell'anno 1350, confessati e sinceramente pentiti, avessero
visitato, oltre le due Basiliche di San Pietro e San Paolo,
anche quella Lateranense di San Giovanni. Anche i pellegrini
di questo secondo giubileo furono tanti nonostante le grandi
difficoltà che viveva la città di Roma che
era stata colpita da un terremoto.
Nel terzo giubileo nonostante la defezione dei francesi
e degli spagnoli, obbedienti alla proibizione dell'antipapa
Clemente VII di andare a Roma, la città si riempì
di pellegrini provenienti da numerosi paesi europei. Era
stato indetto dopo trentatre anni , prendendo come riferimento
gli anni Cristo, ma soprattutto per l'esigenza di sollevare
Roma da uno stato di abbandono. Si aggiungeva all'elenco
delle chiese da visitare la chiesa di Santa Maria Maggiore.
Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche
patriarcali di Roma, si trova in cima al colle Esquilino
il più alto della città. Ha conservato la
primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita
da successive aggiunte.
Questa volta la bolla concedeva a chi non poteva affrontare
il duro viaggio per Roma di ottenere ugualmente l'indulgenza,
pagando una somma di denaro. Presto, e in particolar modo
nel giubileo successivo del 1400, questa nuova modalità
di ottenere il perdono provocò grandi abusi e diventò
una operazione finanziaria con la corsa alla vendita delle
indulgenze, pertanto il papa fu costretto a ritirarla.
Ma l'invito al pellegrinaggio per ottenere l'indulgenza
era già stato istituito per primo da Celestino V
con la bolla del Perdono nel 1294.
La perdonanza era l'indulgenza plenaria che veniva data
a tutti i confessati e pentiti che si recavano nella chiesa
di Santa Maria di Collemaggio tra il 28 e il 29 agosto nella
città di Aquila.
La pergamena che reca il testo oggi si trova nella cappella
blindata della Torre del Palazzo Civico, a ricordo dell'opera
di protezione e custodia svolta dalla città: Bonifacio
VIII, voleva cancellare e distruggere il documento prodotto
dal suo inviso predecessore. Il perdono a l'Aquila poteva
essere concesso anche ai poveri e diseredati perché
non era richiesta nessuna donazione in denaro. a differenza
di quello che i pellegrini si conquistavano ad Assisi, visitando
la Porziuncola portando sostanziose elemosine.
L'indulgenza plenaria ebbero anche i crociati che andavano
in Terra Santa.
I giubilei continuano anche con scadenze diverse attraverso
scismi, calamità concilii e riforme, avvenimenti
storici. L'aspetto spettacolare di tanti pellegrini come
formiche non è da meno da considerare dell'aspetto
organizzativo che fino al 16oo vede Roma ben organizzata
nell'ospitalità dei pellegrini.
I luoghi Giubilari da visitare nell'ultimo giubileo dell'anno
2000 sono: S. Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria
Maggiore, San Paolo Fuori le mura, Santa Croce di Gerusalemmme,
San Lorenzo fuori le mura, Santuario Madonna del Divino
Amore e per la prima volta le catacombe sono indicate da
Giovanni Paolo II come "luoghi giubilari" e mete
di pellegrinaggio. Ma l'indulgenza di questo giubileo poteva
essere ottenuta anche facendo un pellegrinaggio presso un
santuario della propria diocesi (indicato dal Vescovo),
oppure offrendo assistenza ad ammalati o carcerati. L'indulgenza
si poteva ottenere anche in Terra Santa visitando la Chiesa
del Santo Sepolcro, Chiesa della Natività a Betlemme,
o e la chiesa dell'Annunciazione a Nazaret. Il giubileo
trae le sue origini dall'antico testamento.
Il
prossimo giubileo sarà nel 2025.
Nutriamo
la speranza che a quella data il territorio possa offrire
le condizioni di un pellegrinaggio alla portata di tutti
con accoglienze non solo nella via Francigena ma lungo tutte
le direzioni.
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