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Da
alcuni mesi è stato inaugurato ad opera del Comitato
Civico pro-galleno il nuovo percorso che permette il cammino
verso Roma in tutta sicurezza, per strade interne, per lo
più sentieri e strade bianche, evitando così
i rischi della strada provinciale, finora utilizzata nel
percorso originale, previsto dalle attuali guide.
Si
parte dalla Chiesetta di san Rocco, prendendo Via
Roma per pochi metri, girando subito a destra (indicazioni
per Orentano). Dopo poche centinaia di metri, si gira per
la Via Vincenti a sinistra, poi a destra e di nuovo a sinistra,
sempre su asfalto. Dopo circa 1 Km inizia il tratto sterrato
nel bosco, percorrendo un sentiero ben segnalato dal Comitato
Civico che ci porta in poco meno di 2 Km all'abitato di
Villa Campanile. Si riprende secondo le numerose indicazioni
la strada nel bosco in direzione sud per 1 km e mezzo circa,
si attraversa una strada asfaltata e si riprende il sentiero
dall'altra parte, sempre nella stessa direzione. Dopo circa
1 Km si gira a sinistra per ritornare sulla
provinciale, incrociando l'area attrezzata di Fonte Pardo
(però senza attrezzatura). Si rientra sulla provinciale
poco prima dell'inizio del tratto storico di Galleno
(Km 6,95), che va preso deviando a destra (area di
riposo, questa però attrezzata con panchine e tavoli,
manca una fonte). Si percorre il tratto storico medioevale,
suggestivo, con pietre miliari e targhe ricordo. A Galleno
si può lasciare la firma presso il negozio di giornali,
dove la signora, molto gentile, dà volentieri indicazioni
sul percorso, soprattutto quello nuovo. C'è anche
occasione di ristorarsi al bar. Invece di proseguire sul
percorso originale su asfalto, si prende a destra e poco
dopo si gira a sinistra su un percorso sterrato, ben segnalato.
Si attraversa una strada asfaltata e poi si prosegue subito
dopo nella stessa direzione. Dopo circa 2 Km si arriva all'inizio
del sentiero originale delle Cerbaie (che avremmo
preso se fossimo arrivati dalla provinciale): si gira a
destra e si percorre il tratto sterrato che passa vicino
al maneggio, una piccola salita ed un percorso in leggera
quota (luogo chiamato "le vedute", da cui si potrebbe
godere del panorama del Monte Serra e del Montalbano, oltre
alle Apuane in lontananza, se l'alta vegetazione non avesse
ormai tolto la visuale). Dopo circa 4 Km del percorso delle
Cerbaie, ci ricongiungiamo alla strada asfaltata che prendiamo
a destra, per poi girare a sn in discesa su due tornanti.
Sulla sinistra prendiamo poi una scorciatoia che in discesa,
su sentiero nel bosco e poi su strada vicinale asfaltata
ci
porta velocemente a Ponte a Cappiano. I bar e l'ampio
spazio verde vicino al ponte mediceo permettono una adeguata
sosta per il pranzo; proprio sul ponte è situato
un ostello per i pellegrini. Il percorso originale ci porterebbe
a Fucecchio per la Via Cristoforo Colombo, ampia asfaltata,
fra case e fabbriche. Preferiamo il percorso sull'argine
del canale Usciana, più lungo ma sicuramente
più agevole e bello, che parte proprio dal Ponte
e costeggia il Canale. Lo si percorre per quasi 2 Km fino
a trovare uno stagno sulla destra. Da li parte, sulla destra,
un argine che costeggia il laghetto e che ci porta in circa
3 Km all'abitato di Fucecchio. Vicina ad una carrozzeria,
si prende Via S. Antonio
che ci conduce per una lunga scalinata fino ad un piazzale
e poi all'abbazia e monastero di San Salvatore, con vista
panoramica su tutti i rilievi della zona, fino al Monte
Nero di Livorno. Dall'Abbazia si può scendere le
scale in mattoni e riprendere il cammino della Francigena
per San Miniato, attraversando l'Arno a San Pierino.
Nel complesso il tratto è molto bello ed in questa
nuova versione, più naturalistica, si cammina in
tranquillità, eliminando il percorso su asfalto che
fino a poco tempo fa rendeva questa tappa una delle meno
agevoli.
Il pellegrino di lungo percorso, oggi può scegliere
fra il percorso tradizionale che trova sulle guide attuali,
certo più breve ma meno sicuro e questa nuova versione,
curata dai Volontari di Galleno. Le indicazioni ci sono
nello svolgimento del cammino; mancano invece dei cartelli
(da porre all'inizio delle varianti) che spieghino bene
al viandante le due possibilità, da scegliere in
base anche alle esigenze individuali.
Un ricordo doveroso è per Leopoldo Pellegrini,
abitante a Galleno, che ormai ci ha lasciato, per quanto
si è battuto per la riscoperta della Via Francigena
in questo luogo, credendovi e lottando contro la noncuranza
e la burocrazia. Giustamente una piccola lapide ricorda
il suo impegno ed una nostra foto lo ritrae quando ci accolse
nel cammino verso Roma nel Giugno 2006.

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