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Una
giovane siracusana parte un giorno in pellegrinaggio per
chiedere aiuto a Sant'Agata, illustre vergine e martire
catanese, per la sua mamma ammalata. Madre e figlia si mettono
in cammino, insieme ad altri concittadini cristiani, lungo
i sessanta chilometri che separano Siracusa da Catania,
dove giungono il 5 febbraio 301, giorno della festa della
Santa.

Pinacoteca
civica di Iesi
Quadri a olio su tavola
Santa Lucia alla Tomba di San'Agata
di Lorenzo Lotto 1532
Tornate
a casa la madre guarisce e la ragazza rafforza il suo impegno
religioso decidendo di dedicare la sua vita alla spiritualità.
Ma vive nel tempo dell'Imperatore Diocleziano e quando rifiuta
di unirsi in matrimonio con l'uomo al quale era stata promessa,
spiegando la sua scelta di vita casta, sull'esempio delle
prime vergini cristiane, viene arrestata, processata e destinata
ad
essere bruciata sul rogo. Sul suo corpo furono versati olio
e pece, ma le fiamme lasciarono Lucia illesa. Fu quindi
condannata alla decapitazione, morte riservata ai condannati
di nobile stirpe e uccisa il 13 Dicembre del 304.
E' questa la storia essenziale di Lucia, quella santa che
la tradizione popolare riconosce nella protettrice della
vista, degli ottici, degli oculisti, degli elettricisti
e delle ricamatrici. Sono diffuse infatti immagini che la
rappresentano con gli occhi in mano, quale fosse stato quello
l'episodio del suo martirio. Ma è più facile
pensare che il riferimento alla luce derivi dal nome stesso.
Nelle Sacre Scritture inoltre i cristiani sono più
volte chiamati "figli della luce", per cui non
è azzardato pensare che i genitori della nostra santa,
nello sceglierle il nome, si siano ispirati ad alcuni brani
della Bibbia.
Dante Alighieri, suo grande devoto, nella Divina Commedia
la presenta, come simbolo della grazia illuminante, in un
ruolo appena secondo rispetto alla Madonna e in Lucia trova
la sua guida nel viaggio attraverso l'Inferno, il Purgatorio
e il Paradiso:
Or
ha bisogno il tuo fedele
Di te, e io te lo raccomando.
Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse, e venne al loco dov'i' era..
(Secondo Canto dell'Inferno)
La
sua storia è cominciata con un pellegrinaggio e pellegrina
sembra sia stata anche la sua salma che ha cambiato diversi
luoghi: dapprima Lucia ebbe sepoltura nel posto stesso dove
subì il martirio. Poi, nel 313, fu edificato un santuario,
per accogliere il flusso continuo di pellegrini che giungevano
per venerarne le reliquie. Nel 1039 il suo corpo fu portato
dal generale bizantino Giorgio Maniace a Costantinopoli,
per farne omaggio all'imperatrice Teodora. Con la caduta
di Costantinopoli ad opera dei Crociati, nel 1204, il Doge
Enrico Dandolo fece traslare il corpo della Santa a Venezia,
dove si trova tuttora. Lì le sue spoglie furono collocate
nella chiesa di S. Giorgio Maggiore e il flusso dei pellegrinaggi,
nel giorno della sua festa (13 dicembre), assumeva proporzioni
impressionanti, con grande andirivieni di imbarcazioni.
Il 13 dicembre 1279 però accaddero tragici fatti.
Alcuni pellegrini morirono annegati, in seguito al capovolgimento
di alcune barche per un fortunale improvviso. Fu deciso,
ai fini di evitare ancora simili dolorosi incidenti, che
il corpo di Lucia fosse portato in una chiesa in città,
la chiesa di S. Maria Annunziata o della Nunciata, nell'estremo
sestiere di Cannaregio. Nel 1313 fu consacrata una nuova
chiesa dedicata a Lucia, nella quale le sue reliquie trovarono
definitivo riposo.
In onore di Santa Lucia, poi si è tenuto, il 13 dicembre
del 2000,il primo pellegrinaggio virtuale, svoltosi in Internet
ed organizzato dal sito www.B2eyes.com. Nel viaggio on line
i visitatori potevano trovare tutto ciò che i cultori
della tradizione e gli amanti dei racconti hanno scritto
sulla Santa, dai libri per adulti a quelli per bambini,
visto che in molti paesi del Nord e del Sud del mondo la
festa di Santa Lucia si sostituisce (o si aggiunge) a quella
di Babbo Natale. I pellegrini virtuali potevano anche visitare
le reliquie di Lucia e vedere i dipinti che la ritraggono
- tra cui quello famoso del Caravaggio, eseguito durante
il soggiorno del pittore a Siracusa, nel 1608 - e leggere
le poesie a lei dedicate - tra cui i versi di Dante - e
le letterine che le scrivono i bambini da tutte le parti
del mondo.

Sepoltura di Santa Lucia
Siracusa 1608
olio su tela cm 408x300
Siracusa Borgo Santa Lucia - Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro
(o alla Marina)
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