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PISTOIA 21 LUGLIO 2007
di Lucia Mazzucco
   

Qualche giorno prima della festa di San Giacomo a Pistoia ci sono particolari preparativi per le celebrazioni del suo patrono che in questa zona viene chiamato Iacopo.
Nella piazza già attrezzata per la tradizionale Giostra dell'Orso che si svolgerà il giorno 25, arriva una squadra di pompieri in perfetta divisa, prepara le transenne e posiziona l'autoscala in direzione della statua di San Giacomo che dal sommo della cattedrale testimonia la sua secolare protezione alla città. Dall'altro angolo della facciata della cattedrale un'altra statua presenzia altrettanta dedizione: Atto, Vescovo di Pistoia che nel secolo dodicesimo fece giungere da Santiago di Compostella una reliquia dell'apostolo Giacomo, dando origine così ad un luogo di culto e di devozione che per molto tempo fu per la città un forte richiamo di pellegrini e di fedeli. Ne sono testimoni l'importante altare d'argento e la ricca documentazione sul tesoro della cappella che si venne creando con i doni votivi e dai lasciti testamentari per la richiesta di grazie.
Alle diciotto in cattedrale si celebra la messa. Noi pellegrini assistiamo. Dalla sacrestia esce la perpetua portando distesa sulle braccia una veste rossa e si dirige sul sagrato della chiesa mentre da lontano si preannuncia il rito popolare con rulli di tamburo e squilli di tromba. Ecco il corteo storico con costumi quattrocenteschi di preziosa fattura che arriva davanti alla cattedrale.
La veste rossa arriva nelle mani della nobile dama del corteo e il presidente dell'Opera di S. Giacomo, Don Mario Leporatti, che prima della funzione ci aveva ricevuto nel suo studio per fornirci i particolari su questa antica tradizione, la benedice di fronte al popolo.
Dopo la benedizione la veste viene consegnata a due pompieri che a loro volta la passano agli altri due già posizionati nel cestello della scala mobile. In un attimo la scala si allunga ,si sdoppia, sale e arriva fino a S. Giacomo e mentre questi due delegati dell'affetto popolare vestono la statua con il mantello rosso, l'applauso della folla accoglie il rinnovarsi della tradizione non senza quel piccolo brivido che si mostra di fronte al rispetto del sacro e alla soddisfazione della curiosità del profano.
Per coronare la scena bello, forte e deciso è il ritmo delle percussioni e delle trombe e agili, rapidi e perfetti sono gli sbandieratori.
Un cerimoniere intanto ha guidato la scena e raccontato la storia della tradizione.
La veste rossa simbolo di S.Giacomo pellegrino ha per il popolo una sua storia:

"Secondo un'antica leggenda S. Iacopo, ai creditori che si recavano quotidianamente da lui per riscuotere ciò che vantavano, rispondeva… a tanto caldo….. che avrebbe , cioè, pagato quando si sarebbe tolto il pesante mantello di lana rossa che indossava. Ebbene non lo tolse mai. Neanche in piena estate. E' per questo che il 25 luglio, ricorrenza del patrono della città, il Santo viene esposto con il mantello rosso sulle spalle"
(Giovanna Gorgeri LA GIOSTRA DELL'ORSO - ETRURIA EDIZIONI - 1990)

Durante tutto il racconto molte volte sono stati nominati i pellegrini, il ruolo e la presenza importante nella storia del patrono della città.
E' testimoniato che nel 1272 accanto al vecchio sigillo del Comune nobiliare effigiante un cavaliere armato a cavallo con in mano il vessillo, vi era l'altro sigillo della pars populi con l'apostolo S. Iacopo in piedi e in vesti da pellegrino.
L' attuale corteo storico rievoca la processione che veniva fatta nel quattrocento in onore del santo e la disposizione e la rappresentazione dei personaggi è fedele ai documenti dell'epoca, ma non manca l'inevitabile errore. MANCANO I PELLEGRINI !
Il prossimo anno ci saremo noi!

 
 
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