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Qualche
giorno prima della festa di San Giacomo a Pistoia ci sono
particolari preparativi per le celebrazioni del suo patrono
che in questa zona viene chiamato Iacopo.
Nella
piazza già attrezzata per la tradizionale Giostra
dell'Orso che si svolgerà il giorno 25, arriva una
squadra di pompieri in perfetta divisa, prepara le transenne
e posiziona l'autoscala in direzione della statua di San
Giacomo che dal sommo della cattedrale testimonia la sua
secolare protezione alla città. Dall'altro angolo
della facciata della cattedrale un'altra statua presenzia
altrettanta dedizione: Atto, Vescovo di Pistoia che nel
secolo dodicesimo fece giungere da Santiago di Compostella
una reliquia dell'apostolo Giacomo, dando origine così
ad un luogo di culto e di devozione che per molto tempo
fu per la città un forte richiamo di pellegrini e
di fedeli. Ne sono testimoni l'importante altare d'argento
e la ricca documentazione sul tesoro della cappella che
si venne creando con i doni votivi e dai lasciti testamentari
per la richiesta di grazie.
Alle diciotto in cattedrale si celebra la messa. Noi pellegrini
assistiamo. Dalla sacrestia esce la perpetua portando distesa
sulle braccia una veste rossa e si dirige sul sagrato della
chiesa mentre da lontano si preannuncia il rito popolare
con rulli di tamburo e squilli di tromba. Ecco il corteo
storico con costumi quattrocenteschi di preziosa fattura
che arriva davanti alla cattedrale.
La
veste rossa arriva nelle mani della nobile dama del corteo
e il presidente dell'Opera di S. Giacomo, Don Mario Leporatti,
che prima della funzione ci aveva ricevuto nel suo studio
per fornirci i particolari su questa antica tradizione,
la benedice di fronte al popolo.
Dopo la benedizione la veste viene consegnata a due pompieri
che a loro volta la passano agli altri due già posizionati
nel cestello della scala mobile. In un attimo la scala si
allunga ,si sdoppia, sale e arriva fino a S. Giacomo e mentre
questi due delegati dell'affetto popolare vestono la statua
con il mantello rosso, l'applauso della folla accoglie il
rinnovarsi della tradizione non senza quel piccolo brivido
che si mostra di fronte al rispetto del sacro e alla soddisfazione
della curiosità del profano.
Per coronare la scena bello, forte e deciso è il
ritmo delle percussioni e delle trombe e agili, rapidi e
perfetti sono gli sbandieratori.
Un cerimoniere intanto ha guidato la scena e raccontato
la storia della tradizione.
La veste rossa simbolo di S.Giacomo pellegrino ha per il
popolo una sua storia:
"Secondo
un'antica leggenda S. Iacopo, ai creditori che si recavano
quotidianamente da lui per riscuotere ciò che vantavano,
rispondeva
a tanto caldo
.. che avrebbe , cioè,
pagato quando si sarebbe tolto il pesante mantello di lana
rossa che indossava. Ebbene non lo tolse mai. Neanche in
piena estate. E' per questo che il 25 luglio, ricorrenza
del patrono della città, il Santo viene esposto con
il mantello rosso sulle spalle"
(Giovanna Gorgeri LA GIOSTRA DELL'ORSO -
ETRURIA EDIZIONI - 1990)
Durante
tutto il racconto molte volte sono stati nominati i pellegrini,
il ruolo e la presenza importante nella storia del patrono
della città.
E' testimoniato che nel 1272 accanto al vecchio sigillo
del Comune nobiliare effigiante un cavaliere armato a cavallo
con in mano il vessillo, vi era l'altro sigillo della pars
populi con l'apostolo S. Iacopo in piedi e in vesti da pellegrino.
L' attuale corteo storico rievoca la processione che veniva
fatta nel quattrocento in onore del santo e la disposizione
e la rappresentazione dei personaggi è fedele ai
documenti dell'epoca, ma non manca l'inevitabile errore.
MANCANO I PELLEGRINI !
Il prossimo anno ci saremo noi!
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