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La
benedizione
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| di
Elena Vanni |
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Quando
si racconta di pellegrini e delle loro storie molto presto
ci si trova davanti ad una salita.
E' per raggiungere gli ospitali nei conventi, negli eremi,
nei santuari dove poter avere rifugio ed accoglienza che i
pellegrini spesso trovano delle salite, a volte anche dure.
I pellegrini di tappa in tappa passano monti e arrivano in
cima a colli nei silenzi dei grandi panorami; quelle viste
scelte e predilette dagli ordini religiosi per la contemplazione
che tanto sostiene la spiritualità, potranno essere
nel loro futuro motivo di nostalgia, ma al passaggio vengono
colti appena con il rapido sguardo che poco sollievo porta
alla fatica .
Una di queste salite, appena fuori la città di Bologna,
si rivolge al Colle dell'Osservanza. A mezza salita "a
mezza ratta" agli inizi del secolo quattordicesimo si
trovava una chiesa: La chiesa di S. Apollonia di Mezza Ratta
.
Era quella una postazione d'appoggio che serviva ad accogliere
i condannati a morte la cui esecuzione avveniva nelle vicinanze.
Accanto alla chiesa c'era un edificio dove i confratelli della
Compagnia del Buon Gesù si dedicavano al sostegno ed
al conforto dei condannati, ma non solo, il luogo era anche
dedicato all'accoglienza dei pellegrini di passaggio.
Un luogo quindi carico di tensioni religiose, di penitenza,
di ricerca che rimane testimoniata da una importante produzione
di opere d'arte, in particolare quella di Vitale da Bologna,
massimo esponente della pittura bolognese del 1300 e della
sua bottega . La grande e importante serie di affreschi della
chiesa sono stati nel tempo prelevati e attualmente sono conservati
alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Di fronte a questa chiesa vi erano anche due piccoli oratori
e per uno di questi Vitale dipinse una madonna, La Madonna
dei Denti ( oggi al Museo Davia Bargellini-Bologna) quadro
che porta la data e la firma dell'autore.
Ai lati della tavola vi erano appesi dei Santi dipinti in
'cancelli dorati'' identificati in San Pietro, Sant'Antonio
Abate e San Giacomo (oggi alle Collezioni Comunali d'Arte
di Bologna).
Storie di Santi e simboli certamente scelti dalla committenza
di persone caritatevoli e devote , ma uno di questi presenta
una definizione particolare: San Pietro che benedice un pellegrino
.
Con un aspetto narrativo molto efficace il pittore ci offre
un pellegrino inginocchiato, a mani giunte, con un bordone
e uno strano copricapo sul quale è posata una conchiglia.
A lato il Padre della Chiesa è rappresentato nell'atto
di benedirlo.
La presenza di San Pietro e di una conchiglia sono elementi
molto eloquenti nella definizione del pellegrino, inoltre
, non dimentichiamo nell'altra tavola la presenza di san Giacomo.
Parte da Roma e va verso Santiago di Compostela questo piccolo
e umile uomo, ha già vissuto tutto il suo pellegrinaggio
ed è giunto a Roma dove la benedizione di San Pietro
ci testimonia la storia di questi lunghi eroici e pur frequenti
pellegrinaggi?
Chi ha fatto esperienze di pellegrinaggio, di fronte a questo
dipinto non solo non può rimanere indifferente, rivede
il suo essere stato pellegrino, prova quella emozione che
lo riporta in quella realtà e questo sentire non porta
a ricordare le fatiche delle lunghe giornate di cammino ma,
insieme a molti e segreti fattori, fa affiorare un desiderio
incancellabile di ripartire. |
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