L'Associazione
Mappa del sito
I pellegrinaggi
La credenziale
Via Francigena
Percorso
Strate et Vie
Cartografia
Iniziative
Contributi
Citazioni
Il Giornale
Foto
Link
Notizie
e-mail

L'Ospitale del "Pellegrino" di Firenze
di Niccolò Mazzucco
   
Il Pellegrino era un borgo di Firenze che si estendeva alla destra di via Bolognese, a meno d'un chilometro dalla porta san Gallo, a nord dell'ultima cerchia delle mura comunali, costruite tra il 1284 e il 1333. Con le ri-forme napoleoniche del 1808, confermate successi-vamente al ritorno di Leo-poldo II, sino al 1865, tutta la zona del "Pellegrino" ed i borghi circostanti (tra cui Porta a San Gallo, Careggi, Montughi, Novoli, Cascine ecc.) furono accorpati in un unico Comune, che prese il nome di "Pellegrino da Ca-reggi". Inizialmente il toponimo fu solo "Il Pellegrino", ma dopo la costituzione del Regno d'Italia, per evitare omonimie con altri paesi, il governo invitò gli amministratori locali ad aggiungervi un suffisso (Uleri, 2006).
Il borgo e l'intero Comune dovevano il loro nome ad un antico ospizio, detto anche di San Gallo, destinato ad accogliere i pellegrini che scendevano in città, che si trovava lungo il corso della via Bolognese, poche centinaia di metri fuori le mura cittadine. L'ospitale in questione, di cui oggi rimane solo il nome fissato su una targa di una strada secondaria, "Via del Pellegrino" appunto, trova le sue radici nel 1218, quando ebbe luogo la sua fondazione per mano dell'ordine "pontiere" dei monaci ospitalieri di San Jacopo d'Altopascio. Tale tipologia di fondazione religiosa era molto diffusa nel Medioevo ed era legata principalmente all'assistenza ai poveri e agli orfani, ai viaggiatori, ai pellegrini e agli ammalati. Nei primi secoli del medioevo erano frequenti gli ospedali che svolgevano indifferentemente tutte queste funzioni, ma già dai secoli centrali si realizzò la tendenza ad una graduale differenziazione funzionale. Raramente infatti i singoli ospedali svolgevano contemporaneamente tutte questi servizi, ma erano finalizzati solo verso alcune funzioni specifiche, in rapporto con la loro ubicazione e le loro caratteristiche (Moretti, 1998). Ad esempio negli ospedali urbani la funzione assistenziale finì presto per prevalere presto rispetto alla funzione di appoggio ai pellegrini, in quanto la maggior parte di queste strutture assunsero il ruolo di centro di cura per i malati e per i bisognosi (Balestracci, 1989).L'ospizio del Pellegrino si trovò con il progredire del tempo a svolgere più funzioni diverse, aprendosi anche all'accoglienza degli orfani, all'accoglienza differenziata per uomini e donne e all'alloggio per chierici e laici, ma tuttavia la sua fondazione ad opera proprio dell'ordine dei frati ospitalieri di Altopascio e la presenza in città a poca distanza di altre strutture adibite al ricovero dei malati e degli orfani, tra cui l'Ospedale degli Innocenti, a cui fu successivamente incorporato, e l'Ospedale di Santa Maria Nuova, fa pensare che l'ospitale fosse funzionale alla viabilità religiosa e che la sua principale attività fosse originariamente legata all'accoglienza dei pellegrini, che dovevano rappresentare già nei primi decenni del 1200 un cospicuo numero di viandanti attraverso Firenze (Repetti, 1847).
La fioritura di strutture sanitarie a Firenze è testimoniata anche dal Villani, che afferma che in città, a fine trecento, vi erano più di trenta spedali con più di mille letti per bisognosi, ammalati e forestieri. In particolare tali strutture si accentravano nei pressi delle porte che regolavano l'ingresso in città delle principali strade dello stato fiorentino (Stopani, 1999).
Questo processo prese piede sin dai primi decenni del '200 e la costruzione di un ospitale lungo la strada postale di Bologna è proprio espressione dell'importanza che Firenze iniziava ad assumere in Toscana, e di conseguenza anche del ruolo assunto dalle vie di comunicazione diretta, passanti per il Mugello, tra Firenze e Bologna, a dispetto della più nota Via Francigena.
Firenze rimase infatti tagliata fuori, almeno sino al XII secolo, dal principale asse di comunicazione della penisola, rappresentato proprio dalla Via Francigena, passante in Toscana per Lucca e Siena e che tagliava l'appennino tosco-emiliano per il passo di Monte Bardone, attualmente il passo della Cisa, che collegava Parma con Lucca attraverso la Lunigiana.
Fu solo nel corso del Duecento che Firenze, in virtù della crescente importanza politica e d economica assunta dal centro toscano e dei crescenti traffici commerciali con la Padania, riuscì a spostare l'asse principale delle comunicazioni tra il Nord-Italia e Roma. Dalla seconda metà del secolo si iniziano così a registrare alcune importanti opere di costruzione tra la Romagna e la Toscana (a Santerno, a Levalli, a Cornacchiaia, a Rapezzo e Firenzuola) sino all'apertura nella seconda metà del '300 della nuova strada maestra passante per il passo del Giogo, che rappresenterà la via più veloce e più usata per i collegamenti tra l'Italia settentrionale e quella centrale, passando per Bologna, sino Firenze, per poi proseguire nel Chianti e nella Valdelsa (Stopani, 2000).
Difficile è stabilire in che cosa consistesse la struttura del "Pellegrino" e come fosse organizzata all'epoca della sua fondazione.
L'ospitale venne fondato nei pressi della Chiesa di S. Maria fuori porta a San Gallo, chiesa nella quale già si praticava assistenza ai viandanti, tanto che nel 1216 vi albergò Giovanni da Salerno con altri 12 compagni poco prima che introducesse in Firenze il nascente ordine religioso di S. Domenico (Repetti, 1847).
Nel Decameron, nella settima novella della IV giornata, si ricorda che a San Gallo, poco fuori l'omonima porta, vi erano una Chiesa, un Convento e un Ospedale di San Gallo, preso cui la domenica, la prima di ogni mese, si andava a prendere la "perdonanza", ovvero l'indulgenza.
L'ospitale di San Gallo è anche citato nella tenzone tra Dante e Forese, datata tra il 1283 e 1284, dalla quale pare che lo stesso Dante andò a mendicare all'ospitale e pure vi vendette un credito ipotecario del padre appena defunto. Forese si rivolge infatti a Dante dicendogli di restituire le "robe", probabilmente panni e coperte, ricevute in elemosina a San Gallo nel momento del bisogno. Dante, in tale prospettiva, avrebbe partecipato in gioventù alle dispendiose feste tipiche dell'ambiente intellettuale fiorentino, in cui sarebbe stato introdotto dall'amico Cavalcanti, sino a dissipare le proprie risorse e la cassa familiare, tanto da dover ricorrere al caritatevole aiuto dell'ospizio fiorentino.
Dal 1463 la struttura fu incorporata con tutti i suoi beni ed entrate dall'Ospedale degli Innocenti mediante un atto del Pontefice Pio II. Nel 1493, nello stesso luogo ove sorgeva l'ospedale, Lorenzo il Magnifico volle la costruzione in di un convento per i frati Agostiniani col disegno e la direzione del celebre architetto fiorentino Giuliano de' Giamberti, a cui proprio per la bellezza dell'opera fu dato il nome di Giuliano da San Gallo. Il convento venne poi distrutto nel 1528 per ordine della Signoria, quando con l'affermarsi del potere di Carlo V, iniziarono i preparativi per la difesa della città ed i lavori per il completamento delle fortificazioni iniziate nel 1521 per ordine del cardinale Giulio de' Medici. La struttura fu così atterrata assieme ad altri edifici pubblici posti in altura o in luoghi che potevano essere occupati e sfruttati a danno della città da eventuali assedianti (Repetti, 1847).
Dal 1540 al posto dell'edificio fu costruita probabilmente una casetta o una villa con un po' di terreno annesso, che sotto il Granducato di Toscana pare servisse come luogo di riposo per i dipendenti del palazzo granducale (Fiorelli, Venturi, 2004).
Nel 1638, Ferdinando II, donò il bene all'Ordine degli Scolopi, che destinarono il fondo a sede del noviziato. Nel 1659 furono iniziati i lavori d'ampliamento che videro la villetta trasformarsi in una piccola Chiesa, ancora oggi visibile, dedicata alla Madonna del Suffragio, ed accanto vi fu edificato un nuovo edificio di due piani con foresteria, biblioteca ed oratorio, atto ad ospitare la
comunità religiosa. Nel 1719, sino al 1735, iniziarono i nuovi lavori di ristrutturazione, duranti i quali furono realizzate le decorazioni alla base delle colonne e dell'altare e gli affreschi della cupola ad opera di Matteo Bonechi. Probabilmente l'ospitale inizialmente fu sotto il controllo diretto dei cavalieri del Tau di Altopascio, successivamente la magione venne concessa in livello a personaggi e famiglie fiorentine iscritte nell'ordine, tra cui gli Strozzi e i Capponi (Bargellini, 1985).
Dal punto di vista architettonico l'ospitale al tempo della sua fondazione doveva essere costituito semplicemente da una o più case d'accoglienza di modeste dimensioni, non distinguibili tipologicamente e funzionalmente da altri edifici coevi (Moretti, 1989).
Progressivamente la struttura si ampliò e si attrezzò di locali differenziati per l'accoglienza di uomini, donne ed orfani, attraverso aggiustamenti progressivi e graduali (Stopani, 1999)
La maggiore attività del "Pellegrino" è probabilmente da legare al periodo immediatamente successivo alla sua costruzione. Furono infatti il XII e il XIII secolo i momenti di maggior espansione per le strutture ospitaliere, inoltre in Toscana, in particolar modo nei pressi dei centri urbani, già dal XII secolo si cominciarono da affermare alcune strutture d'ospitalità private, quali locande, alberghi e fondachi a danno degli ospedali e di altre forme di accoglienza. Anche se in parte dovevano essere diversi i fruitori delle due strutture, l'espansione progressiva delle prime determinò la fine, verso il XV secolo, di gran parte degli ospedali associati alla rete stradale. Difatti la struttura dopo la distruzione del 1528 perse la sua funzione assistenziale e con i lavori di ricostruzione sotto il graducato, si trasformò in alloggio per gli inservienti del palazzo e successivamente in noviziato.

 
 
BIBLIOGRAFIA:

P. BARGELLINI, Le strade di Firenze, Roma: Bonechi, 1985, Vol: 1-2.

D. BALESTRACCI, 1989, Per una storia degli ospedali di contado nella Toscana fra XIV e XVI secolo. Strutture, arredi, personale, assistenza, in La società del bisogno. Povertà e assistenza nella Toscana medievale, a cura di G. Pinto, Firenze, pp. 37-59.

G. BOCCACCIO, Decameron, a cura di Vittore Branca, Torino, Enaudi, 1980, 1 vol, p 549.

P. FIORELLI, M. VENTURI, 2004, Stradario storico e amministrativo del Comune di Firenze, Firenze: Polistampa, 2004

I. MORETTI, 1989, Linee di indagine per lo studio dell'architettura ospedaliera nel Medioevo, in I templari: mito e storia, a cura di C. Minucci, E Sardi, Sinalunga, pp. 211-222.

I. MORETTI, 1998, Ospedale, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, vol. VIII, pp. 906-917.

E. REPETTI, 1847, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Firenze, vol IV, pp. 92-94

R. STOPANI, 1999, Firenze e i primi Giubilei, un momento di storia fiorentina della solidarietà, Centro di Studi Romei, Firenze, pp-31-35

R. STOPANI, 2000, Il Mugello, L'"Alpe fiorentina" e le vie per Roma, in De Strata Francigena, Le vie romipete del Mugello, pp 7-14.

A. ULERI, 2006, Il Pellegrino, il comune di Pellegrino da Careggi alle porte di Firenze, Firenze: Pagnini editore, pp

 
inizio pagina
inizio pagina

Comunità Toscana Il Pellegrino a.p.s.
Sede in Firenze – Via San Romano 45 - Tel. 055/697427
Codice Fiscale: 94144850487 - Conto corrente Postale 80096688
e-mail: ilpellegrinodifirenze@gmail.com - sito web: www.francigenaintoscana.org