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Il
pellegrino ed il G.P.S.
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| di
Michele Andreuccetti |
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Per
secoli i pellegrini si sono orientati tramite il sole, le
stelle, le informazioni reperibili sul tracciato, l'allineamento
delle chiese e, quando possibile, le informazioni delle persone
del luogo. Oggi, pur disponendo di buone guide cartacee, si
fa sempre più diffusa la navigazione assistita dal
satellite, ormai quasi di serie nelle auto. Quella del GPS
(Global Positioning System), nella versione portatile
da trekking, è sicuramente una nuova opportunità,
anche se non indispensabile, che è bene conoscere,
almeno per sommi capi, anche perché, sopratutto all'inizio,
non facilmente gestibile. La prima funzionalità del
GPS è quella di dirci dove siamo, con tanto di coordinate
geografiche molto precise. Queste informazioni gli vengono
trasmesse da satelliti che ruotano intorno al globo terrestre
e, ad intervalli regolari, inviano segnali radio che il GPS
registra e, in base al tempo intercorso fra il momento di
invio ed il momento della ricezione, elabora, fornendoci le
coordinate della posizione. Quando le informazioni
provengono da più satelliti insieme la sua elaborazione
è molto precisa (pochi metri di errore); in caso contrario,
con il segnale di soli tre satelliti (il numero minimo per
effettuare un posizionamento in due dimensioni), può
sempre elaborare la posizione con una minore accuratezza.
Il buon funzionamento di un GPS portatile è quindi
legato anche alla visibilità del cielo per cui in città,
in fondo ad una valle o sotto la densa copertura di foglie
di un bosco, la ricezione può essere molto limitata.
Ovviamente le coordinate di per sé ci servono a poco
se non abbiamo a disposizione una carta geografica del luogo.
La tecnologia, in continua evoluzione, comunque permette oggi
di disporre di carte geografiche già nello strumento,
abbastanza dettagliate e aggiornabili tramite internet.
Lo strumento, ricevendo i dati dai satelliti, elabora e memorizza
il tracciato che l'utilizzatore può costantemente
vedere sulla mappa nel display. Inoltre è possibile
"marcare" i waypoint, memorizzando
così i punti geografici del tracciato di particolare
rilevanza. In caso di bisogno si può quindi richiamare
sul display il punto memorizzato e giungerci con un altro
percorso e soprattutto sapere la distanza dal punto in cui
si trova al punto cercato. In caso di necessità sono
informazioni che possono rivelarsi molto utili. Altra funzione
di grande utilità è quella che permette di sapere,
con estrema precisione, i Km percorsi, cioè
quanta strada si è fatta dall'inizio (e quindi quanto
manca all'arrivo, in base ad un eventuale chilometraggio fornito
da una guida). Lo strumento registra inoltre la velocità
con cui si cammina, istantanea e media, il tempo in moto,
il tempo in sosta, ecc. Altra funzione presente nei ricevitori
da trekking è il tracback, cioè la possibilità
di ripercorrere il percorso all'indietro, con tanto di bussola-freccia
che indica sempre la direzione. Questa funzionalità
è forse la meno utile nel nostro contesto dato che
il pellegrino ha un tragitto unidirezionale e quindi non dovrebbe
trovarsi spesso a tornare indietro. Comunque nel caso ci sia
una perdita di orientamento questa possibilità si rivela
utilissima.
Il GPS permette anche di ottenere l'altimetria; tuttavia quella
ottenuta con il solo calcolo satellitare non è precisa,
per cui molti strumenti si integrano con un vero e proprio
altimetro barometrico, molto più preciso. E
quando si cammina in salita, non è poco sapere quanti
metri in elevazione mancano alla fine della salita (se il
dato è conosciuto con la guida). Da ricordare anche
la possibilità, una volta tornati a casa, di trasferire
tracciati e waypoints sul computer, elaborarli e riportarli
sulla cartografia regionale, ottenendo anche profili altimetrici.
Unico vero neo del GPS è il consumo di pile. Lo strumento
infatti consuma molta energia per cui la
dotazione standard di due pile a volte non è sufficiente
per una giornata di cammino; è quindi consigliabile
portarsi almeno la scorta.
Concludendo,essendo anche il GPS un peso da portarsi dietro
(150gr circa), va valutata l' opportunità del suo utilizzo.
Il pellegrino che tradizionalmente cammina con bastone e zaino
e nient'altro ne farà a meno ancora per molto, ma
non si può mai dire!
Come associazione stiamo inoltre elaborando i dati del GPS
della Francigena in Toscana, da noi rilevati, e appena disponibili,
li forniremo gratuitamente a chi ne farà richiesta.
Per ulteriori approfondimenti null'uso del GPS si consiglia
il sito: www.gpscomefare.com
e scari-care il tutorialGPScomefare in pdf dalla sezione
Guide. |
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