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I
segnali della Via
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| di
Vinicio Contini |
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Chi
ha camminato sulle strade jacobee ha certo il ricordo dei
segnali che l'hanno accompagnato per tanti chilometri fino
alla meta: frecce verniciate in giallo poste nei posti più
impensati, conchiglie in ceramica, pietra, legno, metallo
e via dicendo, sequenza di sassi in forma di freccia (rigorosamente
rispettate, curate ed integrate dai successivi viandanti)
visibile testimonianza dell' attività dei volontari
spagnoli che hanno manifestato così l'accoglienza ai
pellegrini: accompagnarli nel cammino con le giuste indicazioni
del percorso e accoglierli al termine della giornata in un
rifugio. L'amministrazione pubblica spagnola ha fortunatamente
favorito questa attività di segnalazione e l'ha integrata
con cippi (particolari in Galizia, ogni 500 mt), cartelli
ufficiali in metallo, ben piantati come segnali stradali tradizionali,
belli anche se, dobbiamo riconoscerlo, sporadici e assenti
proprio nei punti difficili e poco accessibili, nei bivi,
nel bosco profondo.
Ricordiamo l'opera di Don Elias Valina che ideò la
freccia con la vernice gialla presa da operai stradali: al
Cebreiro tutti possiamo pregare sulle sue spoglie e ringraziare
per il suo impegno.
Per la segnalazione della Via Francigena c'è ancora
molto da fare; almeno in Toscana i pellegrini non si perdono
grazie alla buona descrizione del percorso nella principale
libro-guida (Monica d'Atti e Franco Cinti: Guida alla Via
Francigena. Edizioni Terre di Mezzo) ma anche all'opera di
molti e variati volontari che hanno posto molti e variegati
segnali, oltre al significativo contributo dell'Alleanza Assicurazioni
che ha sponsorizzato la segnalazione con pali di legno (scritta
VF) per un lungo tratto in Toscana.
Rileviamo così che molti pellegrini che hanno camminato
in Toscana con entusiasmo e convinzione hanno sentito la necessità
di lasciare ai pellegrini che sarebbero seguiti dei segnali
come ricordo ed aiuto per la giusta strada, nella forma di
una freccia bianca (la freccia gialla ormai per convenzione
naturale fra i pellegrini jacobei indica il percorso verso
Santiago) adesivi con varie forme di pellegrino stilizzato,
ghirlande, abbiamo trovato nei tratti sterrati pali di legno
con freccia bianca e pellegrino giallo, frecce bianche e pellegrini
gialli su piastrelle di ceramica, frecce con sassi conglomerati
a cemento.
Il Corpo delle Guardie Svizzere quando nell'Aprile 2006 ha
raggiunto Roma a piedi, in ricordo dei 500 anni della fondazione
della basilica di San Pietro, ha lasciato vari segnali (cartelli,
nastri in plastica, cippi in legno con targhe ricordo, ecc).
L'Amministrazione Pubblica, dopo la definizione della Via
Francigena come percorso culturale europeo, dovrebbe organizzare
sia come segnaletica sia come accoglienza questo cammino storico.
Si sa che la scelta di un segnale unico ed univoco per tutta
la Francigena dovrà essere fatta (e forse c'è
già) ma soprattutto i segnali dovranno essere messi
con razionalità e funzionalità per la sicurezza
del tracciato.
Restiamo in attesa degli eventi; per ora i pellegrini ed i
volontari hanno mano libera, con i loro variegati e semplici
segnali, poi si vedrà.
Si spera che il buon senso prevalga e soprattutto si tenga
presente le esigenze di chi il cammino lo fa davvero, sotto
il sole e nella polvere (o fango) perché è per
questi che c'è la Via. |
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