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Oggi
sono stata ospite per la prima volta dell'associzione Il
Pellegrino, il programma è stato una suggestiva camminata
da S. Antimo a S. Quirico d'Orcia.
Ad un certo punto, mentre andavo in discesa per i pendii,
sdrucciolai leggermente. Il mio sguardo si posò sulle
pietre e ciottoli che facendo attrito al passo, avevano
frenato e arrestato il piede maldestro. Mi piace camminare
in silenzio, pensando e riflettendo. Pensai dunque, alle
piogge torrenziali, alla foga delle acque arginata dalle
pietre, dai massi e dagli alberi. E così, quasi per
similitudine, mi trovai a meditare sui macigni o impedimenti
imposti dalla vita,
non sappiamo
., ma ritengo
che le difficoltà debbano anch'esse avere un significato:
così come i ciottoli del nostro percorso cercano
di arginare una discesa troppo ripida.
Pensiamo ad una vita o ad un sentimento entusiasmante
che
non conosca limiti,
..l'amore per l'essere umano deve
soprattutto essere dono di spirito di vita. Ed ecco, anche
l'amore materno, l'amore puro di due giovani al loro primo
incontro è bene che possano lasciare crescere spazi,
per gli alberi e le pietre, per poi essere vissuto nella
piena dimensione umana, ove i due siano sempre due, uniti
in un solo amore, ove il rispetto non conceda all'amore
di possedere o di decidere per l'altro.
Non sempre riesco a ritrovarmi in questa concentrazione
pacifica ed equilibrata, sono dunque molto grata all'associazione
Il Pellegrino perché dona a tutti occasioni per riflettere
su significati nascosti dietro paesaggi, silenzi naturali
per trasmettere energia e condividere "il pellegrinaggio
umano".
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