|
Su
una pietra lungo il Camino di Santiago, si legge "Vita
est peregrinatio".
Una affermazione su cui ho avuto modo di riflettere mentre
andavo per sentieri e strade, attraverso piccoli villaggi
e importanti città, incontrando gente del luogo e
tanti "pellegrini" come me, persone con cui ho
viaggiato solo per pochi minuti, o qualche ora, o due, tre
giorni, e che poi ho perso di vista; qualcuno con cui ci
siamo scambiati gli indirizzi. Qualcuno che so che rivedrò.
Come
nella vita, appunto: persone incontrate e perse, a volte
ritrovate, quelle con cui ci siamo scambiati un semplice
buongiorno, incontri da cui è nato un rapporto stabile
e duraturo, persone di cui in certi momenti ci sembrava
di non poter fare a meno, persone di cui abbiamo imparato
a fare a meno. Insomma, tutta una rete di relazioni che
qualifica la nostra vita, la indirizza, le dà un
significato, crea la nostra identità. A volte mi
sorprendevo a pensare che bastava fare qualche chilometro
in più al giorno, o qualche chilometro in meno, e
avrei disegnato una rete di relazioni del tutto diversa.
Una
rete che addirittura oltrepassava i confini di una vita
perché, se condividevo questa esperienza con i molti
altri pellegrini che con me stavano facendo lo stesso percorso,
sentivo anche di condividerlo con coloro che l'hanno fatto
prima di noi, come prendendo il testimone dalle tante generazioni
che ci hanno preceduti da mille anni a questa parte (tanti
nonni fa, come si usa dire oggi).
E
rete di immagini anche.
Un patrimonio di visioni stupende che si affollano nella
nostra mente che come uno scrigno prezioso, o come le stanze
delle meraviglie di antichi castelli, potremo aprire tutte
le volte che il nostro animo vorrà condurci ad esse.
Quelle
distese di campi di grano, che rimandavano ad altro luogo
di un tempo passato, come su quelle stradine lungo il percorso
verso Hontanas; ai lati mazzi di papaveri che una mano invisibile
aveva composto alla maniera di cesti di fiori destinati
a una sposa, e io vi passavo con atteggiamento trionfale
come attraversando la navata di una cattedrale.
Già,
le cattedrali, ma anche chiese minori, con i loro retabli
colossali, dai colori caldi e dorati, dove il genio, il
virtuosismo e la passione degli artisti stupiscono anche
noi, moderni pellegrini, con scene dolcissime sulla natività,
l'annunciazione, la bimba Maria, e ancora ci commuovono
con scene di calvari, crocifissioni, compianti, martiri.
E
la magnificenza dei loro preziosi portali, e qui non posso
tacere di Burgos e dell'incanto provato davanti alla porta
del Sarmental, a quegli Apostoli cosi naturali nel loro
voltarsi delicatamente l'uno verso l'altro; e davanti al
Portale della Gloria di Santiago, a quello spiegamento trionfale
di figure così umane, che insieme a San Giacomo sono
lì per darti il benvenuto.
Ma
voglio parlare di un altro aspetto che rende il pellegrinaggio
simile alla nostra vita.
Ogni attimo, minuto, ora o giornata, sembrano non avere
alcun peso e invece, uno dopo l'altro, ci fanno crescere,
cambiare, invecchiare, fino al punto che diventiamo irriconoscibili
rispetto a quello che siamo stati da bambini. I nostri passi,
per dire.
Se penso che ne avrò fatti circa unmilionecinquecentomila
per attraversare tutte quelle regioni della Spagna, uno
dopo l'altro, con entusiasmo, con allegria, con pazienza,
in scioltezza, con stanchezza, con la curiosità e
la voglia di arrivare alla fine di ogni salitella per vedere
dall'altra parte della
vallata.
Cantando, meditando, facendo progetti, pensando a chi mi
attendeva a casa, dedicando pensieri a croci lontane ma
richiamate al mio cuore mentre sostavo ai piccoli cimiteri
accanto alle chiese solitarie di piccoli villaggi.
Tutto
ciò mi porta a pensare che se "vita est peregrinatio"
si può anche dire che "peregrinatio est vita",
una vita vera, perché il pellegrinaggio va al di
là del semplice camminare immersi in una natura stupenda
che soddisfa tutti i tuoi sensi, dai colori ai profumi,
al vento e al sole sulla pelle,
dalla musica della pioggia al refrigerio di una fresca fonte;
tutte le tue facoltà sono chiamate a impegnarsi e
ci sono momenti in cui, sulla meseta per esempio, vedendoti
sola, un puntino in mezzo a una distesa infinita, sulla
terra, sul Pianeta Terra, arrivi a chiederti se ti stai
perdendo o se ti sei finalmente ritrovata.
|