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Riportiamo lo scritto di Fabrizio, trovato dai familiari sul computer dopo la sua morte. Fabrizio ha concluso il suo breve pellegrinaggio su questa terra, lasciandoci una testimonianza stupenda, scritta nella sofferenza della terribile malattia.
Lo porteremo nel cuore durante i nostri pellegrinaggi.

 
   

"Prima di tutto, un grande ringraziamento a tutti voi che siete qui. Grazie per essere venuti a salutarmi nell'ultimo viaggio, grazie soprattutto perché la vostra presenza è di grande conforto per la mia famiglia in questo momento cosi duro al quale, crudelmente, mi è toccato di sottoporre proprio le persone che più ho amato nella mia vita e dalle quali ho ricevuto sempre tanto amore.
Grazie a tutti coloro che hanno incoraggiato me e la mia famiglia in tutti questi mesi della malattia, grazie a chi ci ha aiutato, con pensieri, opere e parole.
E grazie anche a quelli che avrebbero voluto farlo, ma che sopraffatti dalla paura e attenti alla riservatezza che spesso si ha timore di infrangere, hanno avuto la delicatezza di pensare in silenzio senza riuscire a comunicare a nessuno quello che avrebbero voluto dirmi.
Questi anni della malattia sono stati anni duri, ma, vi prego di credermi, ci sono stati anche tanti momenti bellissimi. Di felicità intensa quale non avevo mai provato in vita mia in precedenza,
Nell'alternarsi crudele della speranza e della delusione che queste malattie spesso provocano, le emozioni provate sono state fortissime. Ho scoperto a fondo l'amore della mia famiglia, ho capito molte cose in più sulla vita.
Se la cosa si fosse risolta positivamente, come per molto tempo è sembrato possibile che accadesse, sono sicuro che per me si sarebbe aperta una vita nuova, molto migliore di quella precedente. E allora la malattia sarebbe stata per me solo una grande benedizione che avrei ringraziato ogni giorno per il resto della mia vita.
Purtroppo le vicende si sono svolte diversamente (è ovvio, oggi sono in una cassa di legno...), è questo il mio più grande rimpianto; la mia estate è durata troppo poco.
Vi prego di aiutare mia mamma, mio babbo e mia sorella per quanto potete, perché io ho il timore di aver sfasciato la felicità di una splendida famiglia.
Aiutateli, perché i momenti felici, con il passare del tempo, possono tornare a riempire le loro vite e sostituirsi a poco a poco, a tutta l'angoscia ed al dolore di questi momenti.
Spero adesso che nella Misericordia del Signore ci sia un posto anche per me; per questo cattivo cristiano che forse non ha mai avuto con la vera Fede il giusto rapporto. Che forse si è rivolto ad essa solo nei momenti di più grande debolezza o di paura.
Ma adesso, spero che ci sia un Signore. Sarebbe un grande conforto per me e
per i miei cari essere sicuri di questo, adesso. Ad ogni modo, anche se cosi non sarà, io sono certo che continuerò a vivere un pochino. Lo farò in tutti voi, in ogni vostro ricordo, in ogni vostro pensiero, in ogni vostra preghiera a me rivolta. Ogni tanto, se voi vorrete, sarò ben felice di spuntare ancora "a far capolino" per pochi attimi nella vostra vita.
Non abbiate mai paura di vivere, Vivete. Respirate, godete dei doni della vita. Vivete. Sul lavoro, con la famiglia, nei momenti felici, nella gioia e nella tristezza. Non dimenticate mai di vivere, La vita, il tempo che ci è dato è il dono più bello che abbiamo. Non sprecatelo in piccole cose. Fate quello che desiderate fare. Sempre nel rispetto e nell'armonia degli altri. Ma vivete. Non lasciatevi mai prendere troppo strettamente dalle costrizioni e dalle complicazioni della quotidianità.
Guardate la vita. Gioitene.
Forse io non ho saputo vivere.
Grazie e ciao a tutti.
Fabrizio"

   
   
 
   
 
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