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"Prima
di tutto, un grande ringraziamento a tutti voi che siete
qui. Grazie per essere venuti a salutarmi nell'ultimo viaggio,
grazie soprattutto perché la vostra presenza è
di grande conforto per la mia famiglia in questo momento
cosi duro al quale, crudelmente, mi è toccato di
sottoporre proprio le persone che più ho amato nella
mia vita e dalle quali ho ricevuto sempre tanto amore.
Grazie a tutti coloro che hanno incoraggiato me e la mia
famiglia in tutti questi mesi della malattia, grazie a chi
ci ha aiutato, con pensieri, opere e parole.
E grazie anche a quelli che avrebbero voluto farlo, ma che
sopraffatti dalla paura e attenti alla riservatezza che
spesso si ha timore di infrangere, hanno avuto la delicatezza
di pensare in silenzio senza riuscire a comunicare a nessuno
quello che avrebbero voluto dirmi.
Questi anni della malattia sono stati anni duri, ma, vi
prego di credermi, ci sono stati anche tanti momenti bellissimi.
Di felicità intensa quale non avevo mai provato in
vita mia in precedenza,
Nell'alternarsi crudele della speranza e della delusione
che queste malattie spesso provocano, le emozioni provate
sono state fortissime. Ho scoperto a fondo l'amore della
mia famiglia, ho capito molte cose in più sulla vita.
Se la cosa si fosse risolta positivamente, come per molto
tempo è sembrato possibile che accadesse, sono sicuro
che per me si sarebbe aperta una vita nuova, molto migliore
di quella precedente. E allora la malattia sarebbe stata
per me solo una grande benedizione che avrei ringraziato
ogni giorno per il resto della mia vita.
Purtroppo le vicende si sono svolte diversamente (è
ovvio, oggi sono in una cassa di legno...), è questo
il mio più grande rimpianto; la mia estate è
durata troppo poco.
Vi prego di aiutare mia mamma, mio babbo e mia sorella per
quanto potete, perché io ho il timore di aver sfasciato
la felicità di una splendida famiglia.
Aiutateli, perché i momenti felici, con il passare
del tempo, possono tornare a riempire le loro vite e sostituirsi
a poco a poco, a tutta l'angoscia ed al dolore di questi
momenti.
Spero adesso che nella Misericordia del Signore ci sia un
posto anche per me; per questo cattivo cristiano che forse
non ha mai avuto con la vera Fede il giusto rapporto. Che
forse si è rivolto ad essa solo nei momenti di più
grande debolezza o di paura.
Ma adesso, spero che ci sia un Signore. Sarebbe un grande
conforto per me e
per i miei cari essere sicuri di questo, adesso. Ad ogni
modo, anche se cosi non sarà, io sono certo che continuerò
a vivere un pochino. Lo farò in tutti voi, in ogni
vostro ricordo, in ogni vostro pensiero, in ogni vostra
preghiera a me rivolta. Ogni tanto, se voi vorrete, sarò
ben felice di spuntare ancora "a far capolino"
per pochi attimi nella vostra vita.
Non abbiate mai paura di vivere, Vivete. Respirate, godete
dei doni della vita. Vivete. Sul lavoro, con la famiglia,
nei momenti felici, nella gioia e nella tristezza. Non dimenticate
mai di vivere, La vita, il tempo che ci è dato è
il dono più bello che abbiamo. Non sprecatelo in
piccole cose. Fate quello che desiderate fare. Sempre nel
rispetto e nell'armonia degli altri. Ma vivete. Non lasciatevi
mai prendere troppo strettamente dalle costrizioni e dalle
complicazioni della quotidianità.
Guardate la vita. Gioitene.
Forse io non ho saputo vivere.
Grazie e ciao a tutti.
Fabrizio"
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